DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

La politica è sovente costituita da scelte obbligate che scontentano in partenza ma risultano inevitabili. Tale è la situazione dei socialdemocratici tedeschi per la corsa alla Cancelleria. Capofila del Spd alle elezioni federali del settembre 2017 sarà il Presidente uscente del Parlamento Europeo Martin Schulz. Un incarico che scade infatti a metà gennaio. Schulz ha ricoperto il massimo scranno di Strasburgo per due mandati consecutivi (gennaio 2012-giugno 2014) e (luglio 2014-gennaio 2017). Un’anomalia contestata da molti. La decisione ufficiale verrà comunicata all’inizio dell’anno. Schulz è diventato famoso per l’alterco con Berlusconi durante la presentazione del semestre di presidenza italiana dell’Ue (3 luglio 2003). L’allora Presidente del gruppo parlamentare del Partito Socialista Europeo (Pse) venne ritenuto adatto dal nostro premier per interpretare il ruolo di kapò, guardia dei famigerati lager nazisti, in un film che si stava realizzando a Cinecittà. Comunque Schulz resta l’unico esponente socialdemocratico che abbia un forte appeal nell’elettorato. Frank-Walter Steinmeier, Ministro degli Esteri in esercizio, subentrerà a febbraio all’indipendente Joachim Gauck alla Presidenza della Repubblica, e il leader Spd Sigmar Gabriel, Vice Cancelliere e Ministro dell’Economia, rappresenta il prototipo dell’oscuro funzionario di partito elevato a responsabilità ministeriali. Neanche il casting di “Runway Deutschland”, programma televisivo che ricerca nuove modelle condotto da Heidi Klum, avrebbe dipanato la matassa. Nella remota eventualità che l’estrema destra dell’AfD oltrepassi lo sbarramento del 5% per entrare nel Bundestag, l’Union Cdu+Csu registri un crollo devastante, la sinistra della Linke accresca la sua forza, esclusivamente nello scenario descritto Schulz potrebbe essere il naturale Cancelliere di un’inedita coalizione di sinistra Spd-Grunen-Linke. Anche se le elezioni presidenziali statunitensi hanno dimostrato che l’impossibile si concretizza, a Berlino gli ultimi scossoni del quadro politico sono datati al periodo della Repubblica di Weimar.