DI MICHELE ANSELMI

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NATURALMENTE ognuno di noi vede al cinema ciò che vuole, in base alla curiosità, allo stato d’animo, al passa parola, agli amici. Tuttavia dispiace che un appassionante film come “La verità negata” di Mick Jackson, storia del vero processo per calunnia intentato dallo storico negazionista inglese David Irving alla professoressa americana ed ebrea Deborah Lipstadt, non trovi il pubblico che merita. In sei giorni ha incassato meno di 120 mila euro, ed è un peccato, perché, al di là del cast prestigioso e della regia accurata, “La verità nascosta” è un film che non annoia mai, si vede come un legal-thriller e insieme fa riflettere sul veleno che si annida nelle teorie negazioniste, pure in un certo antisemitismo di ritorno (di destra e di sinistra).

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