DI- STEFANO ALGERINI
STEFANO ALGERINI
Diavolo di un Sousa! Il gironcino di Europa League è un inno alla malinconia? Non c’è problema: ogni volta un’idea, uno spunto, una sterzata. Come ormai sanno tutti ieri in conferenza stampa, con la solita espressione alla John Malkovich ne “Il Giocatore”, ha detto che Bernardeschi presto se ne andrà in una squadra di più alto livello.  Ciò che peraltro, tranne miracoli, avverrà inevitabilmente. Niente di inatteso. Però se sei un tifoso viola non è mica carino vedersi sbattere la notizia in faccia così dal tuo allenatore. Un po’ come presentare la nuova fidanzata al tuo migliore amico e sentirsi dire: “Molto bella. Però lo sai che ti lascerà per uno più ricco, vero?”. Insomma, la sincerità va bene, ma con dei limiti.
Ad ogni modo il prepartita pepato non è servito ad attirare gente allo stadio. Si gioca praticamente in campo neutro con i circa duemila sostenitori del Paok a farsi sentire molto di più rispetto ad una Fiesole ai minimi storici. Peccato però, perché il primo tempo è divertente. Una Fiorentina con qualche novità (Babacar, Cristoforo, Vecino) parte abbastanza “sedata” e lascia i greci andare in vantaggio dopo soli 5 minuti (responsabilità evidenti del giovane Lezzerini, sostituto di Tatarusanu, che respinge mollemente un tiro non irresistibile e poi si fa bucare in mezzo alle gambe) e rischia di subire l’immediato raddoppio su un tiro di Rodrigues (ottimo giocatore davvero) che prende il palo a portiere battuto.
Qui però la viola si desta e comincia a macinare, sospinta dal futuro sposo di qualche grande di cui sopra. Davvero brillante il ragazzo di Carrara che libero di spaziare a tutto campo dà l’idea del suo potenziale fuori dal comune. Suo il primo tiro pericoloso; un proiettile che si stampa sulla parte bassa della traversa tornando in campo. Lo imita poco dopo Cristoforo con un destro da dentro l’area che però, dopo aver preso la trasversale nello stesso punto, stavolta dà la netta impressione disuperare la linea. L’arbitro però non la pensa così e così al 26esimo il Paok raddoppia in contropiede con Campos, lanciato dal solito Rodrigues. Qui però tutta la squadra viola non fa proprio una grande figura rientrando lentissima. Meno male che Bernardeschi pochi minuti dopo trova il gol del 1-2 con un tiro chirurgico da fuori area. Finale di tempo con Fiorentina ancora all’arrembaggio ma senza precisione.
La ripresa inizia praticamente allo stesso modo e dopo soli 5 minuti Babacar controlla benissimo un assist di Astori (un altro! Sempre più sorprendente) e deposita in porta il pareggio. Sousa toglie uno spento Milic e butta dentro Chiesa; e tanto per cambiare il ragazzo si conferma brillantissimo quando entra dalla panchina: corre per quattro e, anche senza avere per ora la classe del padre, dimostra di sapersela cavare alla grande anche nel dribbling e nel tiro. Suo un destro che sfiora il palo dopo una cavalcata spettacolare.
Intanto dall’altra partita del girone arriva la notizia della netta sconfitta del Qarabag con lo Slovan Liberec e la Fiorentina fa due conti e vede che con un pareggio avrebbe il primo posto matematico.
Ecco, mai fare conti se ti chiami Fiorentina. Storicamente la viola non è una squadra che può speculare. E infatti: cala il ritmo, la concentrazione diminuisce e all’ultimo minuto di recupero arriva la beffa. Contropiede (!) del Paok, mezzo svarione di Tomovic e Rodrigues ringrazia e spara sotto la traversa. Totale: da una possibile meravigliosa scampagnata in Azerbaigian (chi non vorrebbe fare una scampagnata in Azerbaigian a dicembre…) l’ultima partita col Qarabag si trasforma in un incontro da non perdere per nessun motivo al mondo, pena non solo la perdita del primo posto ma una irreale uscita anticipata dalla coppa. Una specie di incubo.