DI CARLO PATRIGNANI
CARLO PATRIGNANI
Il 27 novembre ci saremo saremo anche noi alla manifestazione, indetta dalla Rete della conoscenza, di studenti e precari, per dire insieme No alla revisione costituzionale di governo: e porteremo con noi per le strade di Roma e in piazza parenti, amici e amiche, figli e figlie, nonni e nonne. Al massimo avremo gli ombrelli gialli, come quelli di poco tempo fa ad Hong Kong di Occupy Central: anche lì si manifestava per Costituzione, legge elettorale, democrazia, libertà.
Stefano Schwarz, il giovane coordinatore dei Comitati del No, ideati da Massimo D’Alema e affidati al giurista senza partito Guido Calvi, guarda con interesse alla straordinaria partecipazione dei giovani, degli studenti di ogni grado e dei precari, alla battaglia referendaria per il No, ci saremo anche noi,  misto pero’ a un pizzico di apprensione per l’ordine pubblico.
Noi, che Casta proprio non siamo, non abbiamo – spiega  Schwarz il giovanotto valoroso cui D’Alema dovrebbe restituire la spada dopo il voto – un servizio d’ordine, pero’ siamo profondamente nonviolenti. Spetta allo Stato e al Governo gestire. E l’ordine pubblico è da garantire, per tutti, contrari e favorevoli a questa riforma. La storia del nostro Paese è già così costellata da violenza che non ha fatto che stabilizzare ulteriormente il potere costituito, lo status quo, l’establishment. Sono le forze di polizia e dei carabinieri a dover garantire l’ordine, questo è il loro mestiere. Saremo i primi a isolare i violenti, ma qualsiasi grande manifestazione viene infiltrata per cui tocca alle Questure e ai Prefetti isolare i violenti e reprimerli e garantire la manifestazione pacifica del dissenso. Anche per la tutela dell’incolumità fisica degli agenti. Questo vale per i Comitati del No come per i Comitati del Sì, inclusi i rappresentanti del Governo, Renzi e i suoi Ministri.
Un appello a chi di dovere perchè tutto si svolga pacificamente. Per questo riteniamo responsabili fin da ora le forze dell’ordine e le Questure che non garantiranno l’ordine e la sicurezza di ogni parte in causa. Un attacco a qualsiasi rappresentante del Sì sarà vissuto fin da ora come un attacco a me, ai Comitati di Scelgo No, dell’Anpi, dell’Arci, dei Democratici per il No, di Sinistra Italiana, del Movimento 5 Stelle e di tutte le forze in campo, da una parte e dall’altra. Noi non facciamo le barricate, ma il Governo non scherzi con la sicurezza e l’ordine pubblico e non militarizzi le città che sono dei cittadini, del Popolo, e non della Casta, precisa Schwarz e assicura che nelle ultime settimane gireremo come matti, perché Facebook e Twitter e la televisione, non bastano. Per arrivare alla vittoria del No la sera del 4 dicembre.