DI FABIO BALDASSARRI
FABIO BALDASSARRI
Sono sempre più convinto che, vinca il sì o vinca il no, il danno è quello che sta già sotto i nostri occhi e, forse, un po’ meno quello che seguirà al voto del 4 dicembre. Sono anche convinto che questa campagna referendaria viene usata dai più come fosse un’arma di ‘distrazione’ di massa.
Voto no e invito a votare no, ma non vedo l’ora di uscire dalla nube tossica in cui siamo immersi per dedicarci a ciò che conta davvero e su cui la sinistra è in spaventoso ritardo, in Italia e in Europa: il rispetto dei diritti umani e del diritto al lavoro, la difesa dell’ambiente, lo studio e la ricerca.
Sono parole particolarmente generiche? Se non ricominciamo da parole apparentemente generiche, eppure così attuali, temo che non ne usciremo più per molto tempo. C’è troppa dimenticanza in giro, e una tensione tra i popoli che porta alla memoria un passato da riconsiderare.