DI GERARDO D’AMICO
GERARDO D'AMICO
A parte la stucchevole polemica strumentale sul referendum, non riuscirò mai a capire perché debbano avere cittadinanza e diritto di voto i bis-pro-fu nipoti di italiani emigrati cento anni fa, che il nostro Paese non sanno neppure dove sia, che da noi non pagano le tasse ( in questo purtroppo in compagnia di molti residenti), che non parlano la nostra lingua, che in definitiva dell’Italia non gli importa niente ( interessatissimi invece a mantenere il passaporto europeo).
Che la Costituzione o il Governo debba essere condizionato da queste persone ( sono 4 milioni e mezzo) lo trovo incredibile e per me incomprensibile.
Fu la destra, che ora si straccia le vesti gridando a possibili brogli, a concedere questo diritto, in nome del “sangue”. Sarebbe bene che bi partisan si mettesse mano a quella scelta senza senso.