DI GIORGIO SANTELLI
GIORGIO SANTELLI
C’era una volta, nella città di Fiabaland, una diatriba sulla riforma della Costituzione voluta dai governatori del regno. Gli schieramenti di governo guidati da Abate Matteo da Rignano, Monsignor Verdini, Capitan Alfano d’Agrigento e la Principessa Maria Elena d’Arezzo erano contro quelli di opposizione che avevano come condottieri della schiera dei cavalieri dell’Apocalisse Cavalier Grillo di Liguria, Console Massimo Navigatore de Stizzis, Pierluigi Metafora da Piacenza, Signora Giorgia der Trullo e Capitan Salvin Fracassa del Carroccio. Ma la diatriba non era sui campi di battaglia. A Fiabaland la discussione sui SI e sui NO alla riforma di Abate Matteo erano definiti dai manifesti affissi nelle piazze delle singole contrade. Una singolar tenzone fatta di quel che a Fiabaland è l’elemento principale: la fantasia. E così nessuno si occupava nel dire come era la Costituzione di Fiabaland prima e come sarebbe diventata dopo, ma quello che sarebbe successo nel momento in cui i cittadini della terra delle favole avessero votato si o no alla riforma. E la cosa buffa era che nessuno diceva quello che sarebbe successo se avessero vinto le proprie favole, ma quello che sarebbe successo se avessero vinto le novelle degli altri. Ed è così che abbiamo rimediato quel che i cantori avevano diramato per le piazze del regno.
Messeri e Dame (ovviamente nel regno delle fiabe sono un po’ maschilisti), Abate Matteo da Rignano vi dice quel che accade se vinceranno le fiabe del NO
1) Biancaneve verrà schiavizzata dai 7 nani al soldo della regina cattiva che ogni giorno porrà alla bella damina una mela avvelenata e le darà l’antidoto solo nel momento in cui firmerà una scrittura per pulire il castello, la pupù del corvo nero e riassettare la casa dei sette;
2) Cenerentola pelerà le zucche e la fatina buona diventerà cattiva. Il Principe sposerà entrambe le figlie della matrigna dopo che il principe azzurro avrà abusato di entrambe
3) Pollicino non avrà più il pane per segnar la strada e si perderà nella casa dell’orco
4) Hansel e Gretel saranno bruciate nel forno delle streghe
5) Il Lupo ha fatto l’accordo con la nonna e, veterocomunisti, si mangeranno la bambina cappuccetto rosso
6) I tre porcellini non avranno la casa e diventeranno salsicce per il lupo
7) La gabbianella verrà mangiata dal gatto
8) Pinocchio resterà di legno
9) Alla piccola fiammiferaia fregheranno i fiammiferi e morirà di freddo in una landa desolata
Ma anche Cavalier Grillo di Liguria insieme agli altri fece affiggere le ragioni del NO. Ecco che succederà, Dame e Messeri, se a vincer sarà il SI. E giù la scritta del manifesto redatta dalla sanguigna Giorgia signora der trullo
1) A Biancaneve cor cazzo che je danno er regno. A Reggina cattiva je fa firmà er giobbe act e la mette come donna de servizio a reggije lo specchio la matina e quanno je chiede “Ma chi è la più bella der reame?” E Biancaneve je risponne “see te regginè, chi artre”. E poi alla fine dell’incentivi ‘a Reggina la licenzia e Capitan Alfano la fa arrestà perché sente dì che se chiama Biancaneve e l’accusa de spaccio de coca.
2) Cenerentola, anche a lei je faranno er giobbe act pè pulì casa alla matrigna. Ma in più, se vince er SI, je fanno pulì le scale de casa der castello. Nun solo, perché il principe, che apre un negozio de scarpe de cristallo, je le fa provà tutte come provatrice de scarpe de cristallo a cottimo e de notte, e in più alla fine je farà pure stalking.
3) Pollicino è un migrante e per questo gnente pane. Pollicino non è né rifugiato. Ma se vince er SI, arriveranno 100mila Pollicini che leveranno er posto de lavoro ai giovani nostri. Per questo nun deve vince er SI
4) Hansel e Gretel so’ amici de la Merkel, ma siccome se so’ pentiti de esse tedeschi ora se vince er SI le fanno magnà da le streghe che so’ pagate da Shauble.
5) Cappuccetto Rosso sarà vittima der sistema, non potrà più neanche portà er cestino a la nonna perché se vince er SI saremo vittime dell’Europa. Siccome la nonna de Cappuccetto Rosso sta in Svizzera lei nun potrà più portà le pietanze alla vecchia perché la Svizzera nun è in Europa e ce mettono i dazzi de esportazione. E se ce prova, siccome nun c’è la sicurezza e nun ce so i sordi per le forze dell’ordine, er cacciatore manco po’ più sparà al lupo che invece è un pastore tedesco che se magna er cestino e cappuccetto rosso. E pure er cacciatore.
6) I tre porcellini è robba nostra, la casa nun ce l’avranno più perché avevano fatto un mutuo co’ Banca Etruria e cor Monte dei Paschi che so falliti per corpa de Abate Renzi da Rignano e de la Principessa Maria Elena d’Arezzo. E il lupo che li magna è sempre un pastore tedesco.
7) La Gabbianella vivrà in una discarica e ‘rgatto nun c’avrà tempo de allevalla perché costretto dalla crisi a magnasse le pantegane.
8) Er naso de Pinocchio nun sé allungherà più e nun je crescerà più manco er PIL.
9) Li fiammiferi della piccola fiammiferaia se li so fumati loro!
Ma questa cosa ai cittadini di Fiabaland non piacque, perché non ci fu una parola sulle ragioni vere del SI e del NO e il giorno del referendum a votare non ci andò nessuno!
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