DI CHIARA FARIGU

CHIARA FARIGU

Con un’abile gioco di magia sono spariti, dalla Legge di Bilancio, i famosi 50 milioni destinati alla Asl di Taranto per potenziare strutture, personale, e attività diagnostica. Promessi tempo addietro dal sottosegretario Claudio De Vincenti e che ora hanno preso un’altra strada perché “non c’è più il via libera di Palazzo Chigi”. Rabbia e sconcerto da parte del presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, che sperava oggi di dare l’approvazione all’emendamento che tramutava in realtà la promessa fatta poiché “presente tra le priorità del governo”. Una priorità, appunto, che serviva per curare i bambini al di sotto dei 14 anni ammalatisi a causa delle velenose esalazioni dell’Ilva, per i quali si è registrato un incremento del 26% di ricoveri dei giovani provenienti dai quartieri ubicati in prossimità dell’impianto siderurgico. Un emendamento che non è mai arrivato in Commissione Bilancio per la discussione e quindi non è stato né approvato, né respinto. Si è perso strada facendo. Non si sa come né perché.
Delusione e rabbia anche dal presidente della Regione Emiliano traboccano da un post scritto sul suo profilo Fb: “Tutta la Puglia deve mobilitarsi al fianco dei tarantini per pretendere dal Governo ciò che loro spetta. Da anni la città subisce un inquinamento di Stato che ha spaventosamente aumentato ogni sorta di malattie. Occorre curare i malati e disinnescare la fonte di inquinamento. Due cose che passano entrambe, purtroppo, da decisioni del Governo centrale e non dall’autogoverno dei pugliesi. Il Governo può cambiare idea solo se ognuno di noi si impegnerà a sostenere questa battaglia”, commenta Emiliano, incitando i pugliesi alla mobilitazione. “Ci avevo creduto nel supporto del governo e invece abbiamo preso una bella botta”.
Alle polemiche innescate dalla sparizione della somma promessa risponde con una nota la ministra della salute, Beatrice Lorenzin, con la quale si impegna “ad istituire un Tavolo di confronto tra Regione Puglia, le altre istituzioni locali interessate, i tecnici della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute e dell’ISS, al fine di approfondire le esigenze correlate alla situazione ambientale-sanitaria dell’area di Taranto, anche nell’ottica di valutare l’esistenza dei presupposti tecnico-scientifici e giuridici che consentano di approntare una deroga al decreto ministeriale n. 70 del 2015, in attesa della pubblicazione dei risultati dello studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità”.
Un ennesimo Tavolo, un ennesimo rinvio. Forse sine die, chissà. “Temo che qualcuno abbia confuso le vicende politiche con gli interessi di una comunità. Non si fa”, ha dichiarato amareggiato Boccia, lasciando intendere la posizione critica di Emiliano nei confronti della battaglia referendaria, decisamente opposta a quella propagandata da Renzi.

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