DI CHIARA FARIGU

CHIARA FARIGU

Notte di grande paura e di disagi in molti centri del cuneese e della Liguria, le due Regioni messe a soqquadro dal forte alluvione di un giorno fa. Uno degli eventi più distruttivi dal 1994 ad oggi, ha ricordato il sindaco di Garessio, la località maggiormente colpita dall’esondazione del Tanaro.
Situazione molto grave anche a Ceva, con le strade diventate torrenti in piena a causa della furia del Tanaro. Allarme in Val Chisone, località in cui si registra un disperso, in seguito al cedimento di una strada. E a Torino, a causa dell’esondazione del Po in zona Murazzi, alcuni battelli fluviali hanno rotto gli ormeggi e sono andati a sbattere contro il ponte della Gran Madre. Chiusi anche i ponti sulla Dora. Sfollate, in via precauzionale, circa 400 persone, 250 a Cuneo e 150 a Torino e provincia.
E in Liguria la situazione è altrettanto grave a causa dello straripamento dell’Arroscia nei pressi di Ortovero, nel savonese e del Maremola a Tovo e a Pietra Ligure. Sono diversi i centri colpiti dalla furia dell’acqua per i quali sarà lunga e complicata la stima dei danni per case e locali commerciali seriamente danneggiati.
La protezione Civile, nella notte, ha fatto sfollare circa 500 persone nella Valmormida, nei pressi di Imperia e nonostante il livello dei corsi d’acqua continui a calare e ha smesso di piovere, prosegue l’allerta meteo rossa per tutto il pomeriggio. A dirlo il Presidente del Consiglio, dalla sede della Protezione Civile di Torino. “La fase di emergenza non è terminata, ha dichiarato Renzi, ma le opere fatte in Piemonte hanno mitigato gli effetti dell’emergenza maltempo. E’ fondamentale che nelle prossime ore il governo si muova in modo immediato perché si possa iniziare subito il conteggio dei danni e gli aiuti alle popolazioni”.

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