DI CRISTIANA PANEBIANCO
CRISTIANA PANEBIANCO
In tutta Italia i medici lavorano anche dopo la fine del loro orario di lavoro e devono rinunciare, molto spesso, alla loro attività esterna, la cosiddetta famosa intramoenia, ricordate la legge Bindi? E’ lei che ci ha regalato la libera professione dei medici e dei chirurghi. Ma dalla Calabria, circa 52 mila pazienti oncologici, volano al nord per farsi curare perché al sud non ci si può curare per mancanza di personale. Paradossi all’italiana che pare non interessino nemmeno ai giornali polentoni. Ma noi di Calabria e di tumori vogliamo parlare in un parallelo con questa ‘notizia –allarme’ lanciata dal sindacato dei medici dirigenti della Lombardia che pare dire: ‘non è che i nostri medici lavorano troppo?’ e il parallelo non è così blasfemo. ‘Il 40 per cento dei camici bianchi non rispetta l’intervallo di riposo di 11 ore nelle 24 ore tra un turno e quello successivo. Il 60 per cento ha ammesso che non sono previste forme di tutela per chi è reperibile nel caso dovesse essere chiamato di notte (per esempio, se il turno inizia il pomeriggio successivo alla reperibilità). Due su dieci non recuperano il festivo lavorato e tre su dieci superano le 48 ore alla settimana. Stessa stima di chi sta in corsia senza aver prima timbrato il cartellino.’ Facciamo 1000 km: è preoccupante la situazione in Calabria. Il 62 per cento dei pazienti con tumore del polmone e il 42 per cento dei cittadini con cancro del seno si recano fuori regione per eseguire l’intervento chirurgico. Complessivamente, considerando la chirurgia per le neoplasie più importanti (polmone, seno, colon retto, prostata, vescica e tumori ginecologici), la migrazione sanitaria dalla Calabria raggiunge il 37 per cento, con 1.999 ospedalizzazioni nel 2012. Valore economico? Due miliardi di euro ma non è finita. Anche per la chemioterapia e la radioterapia ‘extra regione’ che è una nuova agghiacciante definizione tutta nostrana, si contano 1.941 ricoveri. Comunque, al nord, nel frattempo, si attende quello sblocco del turn over per il 2017, annunciato da Renzi, anche, durante la campagna elettorale referandaria: ore di lavoro in più programmate per un certo periodo e concordate con il medico, a cui vengono pagate in aggiunta al normale stipendio tabellare.
Ricapitolando: al sud non ci sono medici, gli ospedali chiudono, le guardie mediche sostituiscono i pronto soccorso, si accorpa il 118 nei capoluoghi di regione, vengono ridotti i turni medici e assicurate solo le emergenze mentre al nord…….si lavora troppo. Ci sono troppi medici. Ci sono troppi pazienti. Ci sono troppe emergenze. C’è qualcosa che non torna.
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