DI MANUELA PALERMI
MANUELA PALERMI
C’è uno spettro che s’aggira per l’Europa: il voto dei cittadini. E quello spettro va abbattuto. Non c’è solo Renzi a tentare di farlo. Con le province c’è riuscito. Il voto dei cittadini è stato abolito, ma le province restano, addirittura la Madia nella riforma della P.A. dà più poteri ai prefetti per tenerle meglio in vita. Ora Renzi ci prova con il Senato.
Avremmo dovuto capirlo che sarebbe successo quando la Brexit ha vinto. Uno dei primi a prendere la parola contro il voto dei cittadini fu Napolitano, che Renzi indica come il suo “suggeritore”. Napolitano disse che su certe cose complesse e delicate come entrare o uscire dalla Ue non può essere il popolo a decidere.
E’ passato un po’ di tempo dal giorno della Brexit. Pensavamo che il pericolo fosse scampato. E invece no. E’ riemerso Tony Blair che ha definito la Brexit una “catastrofe” ed ha chiesto che si tenesse un altro referendum cancellando la volontà espressa dal primo. Dopo Blair, s’è fatto sentire anche Major che considera il risultato della Brexit una “inaccettabile dittatura della maggioranza” e vuole anche lui un nuovo referendum.
Avete capito cosa c’è in questione il 4 dicembre? Non è vero che si riducono i costi della politica, che si supera il bicameralismo paritario e si cancella il Cnel (che fra l’altro è scritto nei trattati della Ue). In questione c’è il voto dei cittadini. Con le province è stato abolito. Ora si tenta di farlo per il Senato. E poi?