DI GABRIELE BOJANO
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Ieri sera sono andato a vedere il recital di Marco Travaglio, per la prima volta nella città del suo acerrimo nemico De Luca, sulle ragioni del No al referendum. Premesso che considero Travaglio un ossimoro vivente essendo il più simpatico tra gli antipatici, incarna alla perfezione il cliché del piemontese falso e cortese, sono uscito dal Centro sociale con un’atroce consapevolezza: che se è vero quanto denunciato seppure con l’arma del sarcasmo dal direttore del Fatto Quotidiano (e a parte qualche voluta iperbole non ho motivo di dubitarne) si preannuncia un vero e proprio vulnus nella democrazia rappresentativa e partecipativa qualora dovesse imporsi il Si. Lo spettacolo alterna momenti di grande ilarità e coinvolgimento, bravissima Giorgia Solari che nella sua efficace caricatura rende persino umana e simpatica la ministra Boschi, a momenti di stanca, un po’ ripetitivi e noiosi. L’obiettivo alla fine è pienamente centrato: informare il “popolo bue” su ciò che sta dietro una consultazione elettorale che non è semplicemente una prova di forza politica. E di questi tempi di omologazione e oscurantismo scusate se è poco!
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