DI VANNI ZAGNOLI

VANNI ZAGNOLI

Esiste un Leicester anche in serie A. L’Atalanta magari non vincerà lo scudetto però è lì, a 5 punti dal primato, con la 6^ vittoria di fila. Eguaglia il record ottenuto tre stagioni fa da Colantuono, questa sequenza è più straordinaria per i 25 punti in 9 giornate, con gli scalpi prestigiosi di Napoli, Inter e Roma. In questo periodo virtuoso solo la Fiorentina strappa il pari ai bergamaschi, 0-0 al Franchi, e su azione non subiscono gol da 734’. A Bologna paralizzano la squadra dell’ex Donadoni, in ribasso, come continuità offensiva. Il profeta Gasperini non parla di scudetto: “Ci sentiamo ripetere il ritornello del Leicester, ma non credo vinceremo, perchè il campionato italiano è molto difficile, non carichiamoci di responsabilità. Per due mesi e mezzo abbiamo fatto quanto gli inglesi per 10, ma loro partivano da una base di disponibilità e storia: hanno anche una società potente”. Qui però ci sono uomini di calcio anche al vertice, il presidente Percassi era stato capitano dell’Atalanta in A e il ds Sartori un discreto attaccante. In fondo anche il tecnico torinese è un po’ britannico, al Genoa lo chiamavano Gasperson. “Il paragone con il Leicester significa che alla gente piacciamo, ci vedono con simpatia. Questo è un ambiente sano, con tanti giovani, apprezzato dagli sportivi, da chi ama il calcio. E la crescita è tecnica: abbiamo una cilindrata importante, lavoriamo molto personalizzando la preparazione”.
In settimana si era lamentato per i 7 convocati dal ct Ventura, per lo stage, sul campo i meccanismi sono perfetti. Come per le Foxes della scorsa stagione. A proposito, Ranieri dice che è presto per sognare: “I ragazzi di Gasperini si muovono bene, mostrano bel gioco, ma il campionato è davvero lungo”. In mezzo c’è la personalità di Roberto Gagliardini, bergamasco di 22 anni, alla prima stagione intera da titolare: “Il Leicester mi sembra un po’ troppo, anche se oggi la Juve ha rallentato. Comandano le squadre forti, noi adesso siamo in un buon momento, viviamo qualcosa di incredibile. Tantopiù con compagni che ho da quasi 10 anni”.
Ovvero due azzurrini: il difensore centrale Mattia Caldara, altro orobico, e l’esterno destro Andrea Conti, fra i migliori incursori; più il portiere Sportiello, tornato titolare ieri. Al Dall’Ara il trascinatore è il Papu Gomez, non segna ma ispira e sarebbe perfetto per la nazionale. E’ italiano ma la Fifa ha detto no alla convocazione perchè quando venne chiamato dall’under 20 argentina non possedeva il doppio passaporto. Il più piccolo della serie A, alto un metro e 65, rientra sul destro e sventaglia palloni tagliati sul secondo palo: Conti e Kurtic sbagliano, in mezzo Andrea Masiello scocca il diagonale al volo di piatto che al quarto d’ora segna la gara. Il difensore è alla 3^ rete stagionale, primato personale, perse due stagioni e mezza per il calcioscommesse, l’Atalanta l’ha aspettato. E’ l’unico 30enne titolare di una squadra giovane, da Europa. E in Europa il Bologna arrivò con lo svedese Kennet Andersson, adottato come terza torre della città e ieri festeggiato allo stadio. Come Mirante, titolare fra i pali dopo quasi tre mesi di problemi cardiaci. Nel primo tempo gli emiliani raccolgono solo la traversa di Viviani, rischiano ancora con Petagna e Gomez. Il raddoppio a metà ripresa su angolo dell’argentino e inserimento puntuale di Kurtic, fischiato dalla curva rossoblù: “Sei uno zingaro” è un coro sgradevolissimo, per lo sloveno, incompreso fra Sassuolo, Torino e Firenze. Sabato sera l’Atalanta sfida la Juve a domicilio, gli mancherà Gagliardini, squalificato. Userà le armi consuete, ovvero far correre la palla, anzichè i giocatori. “Siamo tra le squadre che fanno meno chilometri”, nota Gasp. Che fa correre poco ma bene. Era all’Inter, bastava aspettarlo. Moratti lo giubilò dopo 5 partite ufficiali, per la difesa a 3. “Con cui la Juve ha vinto gli ultimi scudetti”. Adesso ride lui.