DI JACOPO MELIO

JACOPO MELIO

L’#empatia è uno strumento fondamentale per arricchire il proprio animo entrando in connessione con gli altri, imparando ad immedesimarsi in ciò che prova chi ci sta di fronte. Quella di “mettersi nei panni degli altri” è una vera e propria abilità e come tale occorre svilupparla fin da quando si è piccoli. Uno studio dell’Università del Michigan condotto su un campione di 14.000 universitari ha dimostrato che venti o trenta anni fa le persone provavano il 40% di empatia in più rispetto ai loro coetanei dei giorni nostri, dove invece la fanno da padrona sentimenti come ansia e depressione. Secondo il “World happiness report 2016” la Danimarca sarebbe il luogo dove le persone sono più propense ad aprirsi agli altri, condividendo quindi le emozioni. L’empatia viene addirittura trattata come materia di studio, al pari degli altri insegnamenti scolastici obbligatori: con un’ora a settimana i ragazzini dai 6 ai 16 anni possono dedicarsi all’ “ora di classe” (“Klassens Tid”), dialogando tra loro e aiutandosi a vicenda (ottimo modo per contrastare ma soprattutto prevenire il bullismo, quello del confronto emotivo, dell’ascolto e della solidarietà) con l’obiettivo, possibilmente, di trovare soluzioni a certi disagi. Obiettivo fondamentale è quello di creare un ambiente accogliente che possa mettere tutti i partecipanti a loro agio, rendendo questa ora un momento di svago e di crescita, ma soprattutto supporto, collettivo. Per ottenere questo durante la Klassens Tid il cibo è spesso presente: in genere i ragazzi condividono una gustosa torta preparata da loro stessi, dando vita così ad un clima quasi “casalingo” e famigliare. Quest’idea nasce appunto in #danimarca ed è stata inserita nel programma scolastico ufficiale fin dai primi anni 90. Non è dato sapere quale sia il reale impatto che questo tipo di educazione ha sull’effettivo aumento di empatia in questi futuri adulti. Certo è che in Danimarca, statisticamente parlando, il tasso di felicità risulta essere tra i più elevati al mondo, e i fattori influenti non sono solamente le ottime politiche sociali e il welfare che rendono la comunità più “giusta ed egualitaria”, l’alto reddito o la qualità di sanità e istruzione, ma anche piccoli accorgimenti come appunto la Klassens Tid hanno un impatto positivo sul sentire comune: d’altronde l’empatia non è iscritta nel nostro DNA ma, come tutte le competenze, può essere insegnata, imparata e sviluppata, né più e né meno della matematica!

http://it.blastingnews.com/cronaca/2016/11/ecco-il-posto-dove-si-insegna-l-empatia-per-vivere-felici-001283481.html