DI LUCA BILLI

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Non me ne vogliano le amiche e gli amici di Mantova, vivete in una bellissima città, nonostante la classifica sulla qualità della vita, che sarà pubblicata domani su un quotidiano e che vi vede in testa. Francamente io trovo stucchevole ogni anno questo gioco di società delle città in cui si vive bene, tra poco arriveranno anche le classifiche del Sole 24 ore, poi qualche altra, perché comunque bisogna sempre riempire le pagine dei giornali prima che vengano usate per fare le montagne nei presepi. Immagino i commenti tronfi dei vostri amministratori che domani mattina si troveranno per una volta intervistati dai giornalisti delle testate nazionali e non solo da quelle locali, come gli altri 364 giorni dell’anno. Tranquilli, amici di Mantova, passerà anche questa. E non preoccupatevi se tra un anno, in questi stessi giorni, se non avrete mantenuto la vetta, qualcuno dirà che ora si vive male, che è cominciata un’inversione di tendenza, fregatevene, come dovete fregarvene adesso. Perché vivrete comunque in una bella città.
Però provate a chiedervi come vivono i vostri concittadini, quelli che non conoscete, quelli che non leggono i giornali, quelli che non vedete e anche quelli che non volete vedere, quelli che, nonostante la classifica, non vivono bene a Mantova, perché non hanno un lavoro, non hanno una casa. Come vivono le donne oppresse dai loro compagni. Riconoscere che tante persone stanno male non renderà più brutta o meno attraente la vostra città, ma migliorerà un po’ tutti voi.