DI GIANCARLO GOVERNI

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Non so come fosse il clima del referendum istituzionale del 1946 quando gli italiani furono chiamati a scegliere fra Repubblica e Monarchia. Ero troppo piccolo per ricordarmene. Ricordo il clima del 1974 quando noi italiani fummo chiamati a difendere il divorzio appena conquistato, ricordo ancora di più il clima del referendum sull’aborto, dove la Chiesa minacciava e comminava scomuniche per le donne che avevano abortito e i medici che le avevano aiutate. Una scomunica che Papa Francesco ha tolto proprio in questi giorni, facendo imbestialire la parte reazionaria dei cardinali e dei vescovi che praticano la misericordia evangelica per tutti (compresi i pedofili) tranne per quelli che si sono macchiati del peccato dell’aborto. Il mondo laico però era compatto e vinse il referendum. Oggi il clima, sul referendum, è avvelenato e passa sopra tutti gli avvenimenti politici. Per cui vediamo ex comunisti a braccetto con fascisti e neonazisti uniti nella lotta… a Renzi. Amici, moderati democratici e liberali nel senso nobile della parola, che hanno sempre ragionato positivamente e che ora si trovano coo l’elmetto in testa sulle barricate del no. Proprio oggi ho discusso con un mio vecchio amico. “Io sono diventato radicale” mi ha detto (certamente non si riferiva al partito di Marco Pannella) “voto no per mandare a casa questo bugiardo che sta rovinando l’Italia”. E poi sui migranti, pur riconoscendo che noi italiani, popolo civile di radici cristiane, non possiamo far morire in mare tanta gente, dobbiamo soccorrerli e poi imbarcarli su navi militari e sbarcarli in acque territoriali francesi e spagnole. Buttarli a mare su imbarcazioni immagino fornite da noi (forse gli stessi gommoni con i quali erano arrivati sulle nostre coste) e poi darsela a gambe.
Alternativa a questo, secondo il mio amico, far sbarcare il nostro esercito (non si capisce se quello integrato nella Nato) in posti imprecisati d’Africa a fare la guerra a governi non meglio identificati. E l’Europa, e i trattati, e le leggi? Chissenefrega, tanto l’Europa fra poco non c’è più: l’Inghilterra se ne è andata e ora se ne andrà pure l’Austria dove vincerà le elezioni il candidato neonazista. E poi non si sa come andranno le elezioni in Germania e in Francia che non promettono niente di buono. Noi rimaniamo con la nostra piccola guerra a Renzi. A chi e a che cosa dovesse aprire le porte non è dato sapere e poco ce ne importa. Ma mi facciano il piacere, direbbe il Principe De Curtis, in arte Totò.