DI JACOPO MELIO

JACOPO MELIO

Maria Noemi Mariani, undici anni, disabile al 100% per un errore medico durante la nascita, viveva dal 2006 in un alloggio dell’Ater in via San Saba, grazie all’allora giunta Veltroni che aveva permesso quell’assegnazione. Oggi però la figlia di Emmanuel e Giovanna rischia di finire in mezzo alla strada: il Campidoglio ha giudicato illegittima quella scelta, nonostante la vita della piccola dipenda da macchinari e assistenza costante. L’assegnazione nel 2006 fu concessa tenuto conto anche delle frequenti visite e cure che la bimba doveva effettuare all’ospedale Bambin Gesù. Deici anni dopo però la lettera del Comune di Roma annuncia che, “in assenza di titoli per avere la casa”, la loro situazione rientra tra le 288 contestate. Mancanza di punteggio necessario, quindi, e negazione di un #diritto fondamentale, quello ad avere un tetto sicuro sopra la testa, soprattutto in una situazione di forte disagio. Il Dipartimento Erp dichiara “l’assoluta carenza di legittimità dell’assegnazione dell’alloggio”: è quello che si legge nella lettera spedita alla famiglia Mariani secondo la quale l’alloggio sarebbe stato concesso senza rispettare le posizioni della graduatoria. Un diritto negato a Emmanuel, padre di Maria Noemi, spiega che se verranno rifiutate le loro controdeduzioni e si andasse quindi per vie legali, la possibilità di perdere il ricorso lo classificherebbe come “abusivo” e, pertanto, non potrebbe più accedere ad ulteriori bandi per poter alloggiare in altre residenze popolari. Il diritto riconosciutogli nel 2006 non solo, quindi, gli è stato negato, ma gli si potrebbe ritorcere contro a vita, gettandolo letteralmente in mezzo ad una strada. Con una moglie disoccupata e un lavoro in Atac, Emmanuel ci tiene a ribadire che gli abusi vanno assolutamente combattuti, ma anche che casi come il suo dovrebbero avere una precedenza “etica” e maggior comprensione, dato che il tempo e il denaro famigliare viene completamente dedicato alla piccola e alle sue cure. Nel frattempo il loro appello va al Sindaco Virginia Raggi: “Abbiamo scritto alla Raggi e dovremmo incontrare a breve la presidente del I municipio. La speranza è quella che capiscano la nostra condizione: è stato un errore a rendere invalida mia figlia, non ci siamo scelti questa situazione, e di certo vorremmo vederla felice anziché chiedere aiuto per una casa”. #disabile