DI MICHELE PIZZOLATO
MICHELE PIZZOLATO
E’ morto Fidel Castro e io non sono di quelli d’accordo, nemmeno questa volta, con Donald Trump: “Oggi il mondo segna la scomparsa di un dittatore brutale”. E nemmeno con i commenti di molti fighettini neo liberali.
Con chi va confrontato Castro e il sistema cubano? Con che metro lo valutiamo? Con quello della autocrazia Russa? Con quello dei regimi dittatoriali dedite a torture e omicidi di oppositori del sud america, contemporanei alla ascesa di Castro? Con quei regimi abbondantemente finanziati da quella America liberale solo al proprio interno che oggi elegge Trump? Con le teocrazie modello Arabia Saudita? Con i Gheddafi o con quello che è successo dopo? Con le democrature asiatiche? Con il modello Cinese? Con la democrazia modello Orban o con quella di Erdogan? O con quello delle liberaldemocrazie europee? E anche nelle liberaldemocrazie europee non è la grande finanza a sostenere che le Costituzioni europee sono troppo socialiste?
Castro non era un democratico, ma sono pochi nel mondo a potergli davvero dare lezioni e quelli che gli danno lezioni lo fanno soprattutto per avversione politica, perchè poi non esitano a sostenere – o accettare – regimi veramente brutalmente dittatoriali.
In mezzo a mille difficoltà, decine di attentati e tentativi di colpi di stato, ad un embargo che ha affamato una popolazione, ha costruito uno stato sociale che confrontato con i simili del sud e centroamerica è un gioiello. E’ tutto oro quello che luccica? No. Se una cosa – vera – si può criticare di Castro è di non aver gestito, fra mille difficoltà, ma nel tempo, una transizione ad un modello democratico, ad una socialdemocrazia. Ora vedremo cosa sarà di Cuba e se davvero per la grande maggioranza della popolazione sarà tutto oro il modello neo liberale che si affaccerà presto sull’isola.
Rimangono pochi dubbi che per un povero, in sud e centro america, è meglio vivere nella Cuba di Castro che nelle favelas Brasiliane, nelle periferie Messicane o Argentine o di altre “democrazie” centro e sud americane. E non mi stupirei se fra qualche anno – qualcuno che oggi si sciacqua la bocca con concetti liberaldemocratici – si troverà a rimpiangere Fidel Castro.

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