DI MARCO FURFARO
MARCO FURFARO
Si vota sulla Costituzione, non su Renzi. E nemmeno sul dopo Renzi o su Grillo o su Salvini o su Sinistra Italiana. Si vota sulla Costituzione. Cioè sulle fondamenta su cui poggia i piedi ognuno di noi, oggi e domani. Votiamo sul perimetro di democrazia che ci tiene insieme, sulle regole del gioco, su come si garantisce la partecipazione alla vita istituzionale di ogni cittadino e cittadina, che sia di destra, di centro o di sinistra.
Su questo si vota. Ed è ignobile continuare ad evocare la paura del dopo. Perché legare una riforma costituzionale ai destini della propria persona o del governo, alludere alla paura del governo tecnico (evocato come spauracchio ma felicemente appoggiato da tutti coloro che oggi quella riforma propongono) o all’ascesa di Grillo o Salvini, alla chiusura di banche (che lo sono già, tra l’altro, visto che nemmeno ti aprono la porta quando chiedi un mutuo o un finanziamento) è un precedente pericoloso. Molto pericoloso.
Stiamo parlando della Costituzione. Cioè quel pezzo di carta che definisce la nostra democrazia. Che varrà il 5 dicembre e che varrà anche dopo, a prescindere dai governi, dai capipartito e da ogni forza politica oggi in campo.
Abbiamo il diritto di valutarla a prescindere da Renzi, da Salvini, da Grillo, da chiunque. Perché le Costituzioni restano, gli uomini passano. Abbiamo il diritto di discuterne serenamente, non di votare spinti dalla paura. Abbiamo il diritto di discutere del merito, abbiamo il diritto di non votare sotto ricatto.
Comunque vada, l’Italia rimarrà in piedi. Ci saranno le elezioni tra poco più di un anno. E ognuno di noi voterà l’offerta politica che predilige. Il 4 dicembre no, si vota sulla Costituzione. Su ciò che c’è scritto nella riforma, su ciò che entrerà o non entrerà in vigore dal 5 dicembre. Che riguarderà le nostre vite, non quelle dei leader politici che oggi strumentalizzano anche il respiro degli elettori.
Aver trascinato un Paese intero nella paura è quello che un politico, qualsiasi politico, non dovrebbe mai fare. Votare influenzati dalla paura, significa votare sotto ricatto. E il ricatto è un impedimento alla democrazia.
Per questo, caro Presidente del Consiglio, quanto di male stai facendo a questo Paese forse nemmeno te lo immagini.
Votate. Con la vostra testa e senza paura. Non ci sarà nessun caos. I governi passano, le Costituzioni restano. E sono quelle a garantire che la democrazia possa sopravvivere ai ricatti dei cattivi politici.