DI MICHELE ANSELMI
michele-anselmi
Lo confesso: ho un debole antico per Ross Poldark, il personaggio settecentesco inventato dallo scrittore inglese Winston Graham e protagonista di ben dodici romanzi, il primo dei quali pubblicato nel 1945, in una Gran Bretagna appena uscita dalla guerra.
Si riparla di Poldark perché la Bbc ha prodotto nel 2015 un remake in 8 puntate della mitica serie realizzata in Gran Bretagna tra il 1975 e il 1977 (ben 29 episodi, divisi in due cicli). Anche in Italia “Poldark” ebbe un notevole successo, sul finire degli anni Settanta e dopo, grazie alle fortunate repliche domenicali a ora di pranzo.
Impossibile non parteggiare per questo giovane capitano della piccola aristocrazia britannica che torna in Cornovaglia nel 1783, dopo aver combattuto e perso la guerra in America, e si trova a dover ricominciare tutto da capo, come una specie di Robin Hood. Il padre morto, la proprietà in sfacelo, la fidanzata Elizabeth in procinto di sposare un nobile smidollato, la nuova borghesia bottegaia lesta ad arricchirsi sulle spoglie di un’aristocrazia esangue e incapace…
Lui, contro tutto e tutti, riapre la miniera di stagno Wheal Leisure chiusa da anni e considerata improduttiva, sposa nello scandalo generale la sguattera Demelza, realizza una sorta di esperimento proto-socialista dividendo i profitti con i suoi minatori, mentre cresce l’invidia della società che conta e si moltiplicano gli inciampi per farlo fallire.
Il nuovo “Poldark” va in onda in queste settimane su laeffe (Sky): due puntate ogni venerdì alle 21.10, fino al 9 dicembre. Il muscoloso Aidan Turner, con tanto di vistosa cicatrice sulla guancia sinistra, ha sostituito il più dimesso, ma non per questo meno carismatico, Robin Ellis, che però appare oggi imparruccato nei panni di uno zelante e odioso magistrato, quasi in un gioco di specchi. E Demelza, la dolce, fattiva e fiera Demelza strappata a un destino di povertà, è ora incarnata da Eleanor Tomlinson, che non fa rimpiangere Angharad Rees: entrambe rosse di capelli, di una bellezza che s’impone puntata dopo puntata.
Non sorprende che nessuno o quasi parli di questo nuovo “Poldark” sui giornali: perché sembra andare controtendenza rispetto all’estetica delle nuove serie “cool” amate dai giovani, perché l’ambientazione settecentesca non va di moda, perché spira un’aria da feuilleton d’altri tempi.
Eppure consiglio di dare un’occhiata con sguardo curioso. Chi si appassionò all’originale, ritroverà magari il senso di un epico riscatto umano e sociale, tra scogliere e brughiere, pregiudizi di classe e sfide impossibili. Chi non sa nulla, potrà vederlo con il piacere di scoprire un mondo che, con tutte le libertà letterarie del caso, pesca in una realtà storica reinventata dallo scrittore Winston Graham in una chiave di vaga ispirazione “laburista” ma con l’occhio attento alle regole dello spettacolo (alla regia ci sono Edward Bazalgette e William McGregor).
Piccola curiosità: in Cornovaglia sono visitabili dai turisti le “Poldark Mines”, ossia le miniere di Poldark, benché Poldark sia un personaggio di fantasia. Ma a tutti, da quelle parti, piace pensare che sia esistito davvero. Ci sarà un motivo, no?
NELLE FOTO: Poldark e Demelza nella prima serie e nel remake del 2015
L'immagine può contenere: 4 persone