DI IMMACOLATA LEONE
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Non c’è pace per la sindaca Raggi, dal primo momento del suo insediamento al Campidoglio, non passa giorno che a qualche suo collaboratore venga contestata la legittimità sugli incarichi e sui compensi.
Dopo il caso di Paola Muraro , assessore all’Ambiente, indagata per presunti reati ambientali, all’epoca in cui era consulente dell’Ama, ora la procura ha chiesto chiarimenti sui compensi del capo della Segreteria Salvatore Romeo, con uno stipendio di 90mila euro, poi abbassati a 70mila.
Un’indagine iniziata all’indomani delle delibere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione dove si evidenziavano dubbi sulla legittimità dei conferimenti degli incarichi e dei compensi di alcuni collaboratori, la quale indagine fu chiesta dalla stessa sindaca proprio per sedare ogni dubbio sulla sua buona fede.
Ulteriore scalpore ha destato l’ incarico conferito alla dirigente Vittoria Crisostomi, coinvolta in un’ inchiesta su un’importante lottizzazione in zona Laurentina.
La sindaca Raggi sul suo profilo facebook ha fatto la seguente dichiarazione: “Si avvicina il referendum e cercano di nuovo di infangarci. E’ la solita tecnica per distogliere l’attenzione, ma significa anche che hanno paura di perdere. Voglio però fare un po’ di chiarezza. Tutto ha un limite. Si vuol far passare l’idea che la nostra giunta non sia trasparente, che abbiamo qualcosa da nascondere o che ci sia qualcosa di opaco. Non ci stiamo. Non è così”.
Poi riferendosi al caso di Vittoria Crisostomi chiarisce:
“Addirittura alcuni media vogliono far credere che, per chissà quali motivi, abbiamo voluto dare un incarico ad una persona indagata e, come se non bastasse, che questa persona farebbe parte del mio staff e non sia, come è in realtà” una dipendente del Comune. La dirigente è rimasta nella struttura dove era stata collocata nel 2015 dal commissario straordinario Tronca. Nessuna promozione. Questa persona nella sua richiesta di nuovo incarico alla amministrazione ha espressamente dichiarato di non avere carichi pendenti a suo carico. Oggi veniamo a sapere, dopo notizie di stampa assai gravi che abbiamo voluto immediatamente verificare per tutelare in primis i cittadini e l’amministrazione stessa, che invece ci sarebbe una indagine in corso a suo carico. Bene. Per prima cosa le sarà revocata la delega, ma non basta. Abbiamo già avviato indagini interne per approfondire sulla non corrispondenza al vero della dichiarazione resa. Se dovesse emergere che la sua dichiarazione sulla assenza di indagini in corso sia falsa, ricorreremo a tutti gli strumenti giudiziari e disciplinari del caso. Nessuno sconto”.
Come dire, proprio uno strano caso.