DI FLAVIA PERINA

flavia perina

Mi hanno portato alla Masseria Boncuri, dove i braccianti africani hanno recuperato un giardino segreto di aranci e limoni, appena dietro la grande sala comune col camino, tenuta lucida come uno specchio. Mi hanno portato alle marine, bellissime, e per la strada ho visto le ville coi parchi, che le stanno comprando gli stranieri perché chi viene qui pensa “vorrei restarci”. Mi hanno portato nel castello del Comune (molto Stark), e per la strada c’erano i manifesti del Comune in onore di Peppino Impastato, e intanto si parlava di mense, trasporti, integrazione, della scuola nuova e del programma teatrale di Terrammare. E alla fine, pure io, che alla politica non ci credo quasi più, nel Teatro Comunale dove ero andata a presentare “Le Lupe”, mi sono quasi commossa. Un vecchio della Prima Repubblica diceva che la politica è il 50 per cento merda e il 50 “altre cose”. Ecco, a Nardò le “altre cose” sono il 70, l’80, forse pure il 90 per cento. E’ stato bello scoprire che “lo strano caso” di Pippi Mellone e dei suoi amici è davvero fuori dal normale come immaginavo.

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