DI GERARDO D’AMICO

GERARDO D'AMICO

Bisogna stare attenti, a votare contro qualcuno buttando a mare la sostanza: ci si ritorce contro. Ovviamente la stessa cosa vale al contrario, e la riforma del Titolo V della Costituzione voluta dal centrosinistra per dare un contentino alla Lega e porsi come campione del “federalismo” lo dimostra: da allora un caos costante a livello locale, 21 piccoli Stati che spendono, spandono, fanno enorme debito pubblico ( vedi alla voce sanità) coltivano clientele centuplicando enti inutili e partecipate. La disparità, la discriminazione, l’ingiustizia attraversando un confine amministrativo. Salvo chiedere allo Stato, quindi a tutti gli altri, i soldi quando c’è la catastrofe naturale o se i bilanci sono da tribunale fallimentare. Quella riforma, che in sè era senza senso ma voluta in modo strumentale, “politico” nell’accezione più cinica, ha portato oggi alla opposizione di una unica regione, il Veneto, che ha buttato a mare la riforma della Pubblica Amministrazione che, tra l’altro, avrebbe permesso di licenziare i dipendenti assenteisti, avrebbe eliminato centinaia di società inutili, avrebbe imposto a chi voglia fare l’amministratore di una Asl ad iscriversi ad un Albo con dei titoli, che non possono più essere quelli della amicizia col politico di turno. Tutto annullato, ci terremo I truffatori del cartellino, ci terremo i consigli di amministrazione inutili ma gettonatissimi, ci terremo tutto quello che sta affondando l’Italia, grazie alla opposizione del Veneto. Di una unica regione. Grazie alla riforma a suo tempo fatta in modo strumentale del Titolo V. Ecco perché bisogno evitare di astenersi o di votare no solo per fare un dispetto a Renzi. Il dispetto, chi non vota SI, lo fa a se stesso e al futuro di tutti noi. Che bello vedere parecchi vecchi arnesi, anche quelli very young ma antichissimi dentro, che si stanno accapigliando per fare nuovi governi, avere nuove poltrone, ritornare finalmente in auge o iniziare i papocchi da apprendisti stregoni di una supposta democrazia in cui conta chi governa il server. Tutti a spintonarsi, di corsa in prima fila come se davvero l’uno potesse essere appoggiato dall’altro, l’uno avesse una politica condivisa dall’altro… Questo cupio dissolvi, il muoia Sansone e chi se ne frega dei filistei: sembra di stare in un immenso congresso della vecchia D.C., capi capetti correnti sbuffi autorappresentanti e compagnia di giro, senza però gli sbocchi che sempre quel partito trovava, per mettersi alla fine d’accordo e fare un governo. Nessuno che guardi davvero alla riforma costituzionale, al merito di quello su cui voteremo domenica prossima: ognuno pensa al proprio tornaconto, come sempre. Spero che gli italiani, a questa gente, dia finalmente una grande delusione, barrando il SI sulla scheda. Ps: a scanso di equivoci, massimo rispetto per chi deciderà di astenersi o votare no perché ci ha pensato, e semplicemente la pensa diversamente. Senza secondi fini.