DI LUCA SOLDI

image

Il Financial Times non lascia margini di errore, se vincerà il NO sarà L’APOCALISSE. Sarà il giudizio universale. Poco importa cosa accadrà alla nostra Carta dei diritti e dei doveri. Quello che conta è il “mercato”.
Se l’Italia non accetterà il baratto con la Costituzione sarà la fine del sistema finanziario.
Se vincerà il ‘no’ al referendum del 4 dicembre, “fino a otto banche italiane in difficoltà saranno a rischio fallimento”, in quanto l’incertezza sui mercati allontanerà eventuali investitori per ricapitalizzarle. A scriverlo l’edizione online del Financial Times citando fonti ufficiali e bancarie di alto livello.
Secondo il quotidiano inglese, le banche italiane a rischio sono otto: il Monte dei Paschi di Siena, la terza banca italiana per asset; tre banche di medie dimensioni (Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Carige), quattro piccole banche ‘salvate’ l’anno scorso: Banca Etruria, CariChieti, Banca delle Marche e Cariferrara.
Sconfitto il premier Renzi, sarebbe impossibile il salvataggio di Montepaschi, e così crollerebbe la fiducia in generale “mettendo in pericolo una soluzione di mercato per le banche in difficoltà” italiane
Un altro dei rischi è che le eventuali difficoltà delle otto banche possano “minacciare l’aumento di capitale di 13 miliardi di euro di Unicredit, la prima banca italiana per asset e la sua unica istituzione finanziaria di rilievo, in calendario all’inizio del 2017”.
“Il nocciolo della questione è se Siena viene risolta o meno – spiega una fonte di alto livello -. Con Siena risolta non sono preoccupato. Con Siena irrisolta, sono preoccupato”.
Dunque gli italiani sanno come fare per salvare il loro Paese dalla fine.
Il mondo della city londinese ha ben chiaro quello che succederà in Italia. Adesso sappiamo la vera ragione, il vero prezzo del baratto. E’ il trionfo di una delle tante strategie del terrore messe in atto per portate a casa una vittoria dove la Costituzione è solo lo scenario per portare a casa il risultato.