DI MICHELE ANSELMI
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Parte decisamente in salita la nomina, effettiva da oggi, di Felice Laudadio a presidente del Centro sperimentale di cinematografia al posto di Stefano Rulli. Risulta che Laudadio abbia posto una condizione al ministro Dario Franceschini: non lasciare la direzione del Festival di Bari, anche perché, secondo quanto si apprende, la presidenza del Csc sarebbe a titolo gratuito (insomma l’ex direttore della Mostra di Venezia e di tante altre cine-manifestazioni di successo non percepirà gli 80 mila euro all’anno previsti, per una questione legata all’età, 72 anni). Sul fronte della cronaca, la commissione Cultura del Senato ha approvato così la proposta di nomina: 12 voti favorevoli, 1 voto contrario, 3 astenuti e 3 schede bianche.
Magari tutto si aggiusterà, ma intanto, a titolo personale, un folto gruppo di cineasti, in massima parte legati all’associazione 100 Autori ma non solo, fa sapere di non aver gradito per nulla la scelta del ministro. Ecco il duro comunicato diffuso, che suona anche come una forma di solidarietà al presidente uscente Rulli. Il quale non ha preso affatto bene la faccenda e si può capire anche perché. Arrivando al Centro, citò Piero Calamandrei. Uscendo, non si sa ancora. Il saluto ufficiale è previsto lunedì prossimo alle 11 di mattina.
Attacca così il comunicato degli “Autori di cinema e audiovisivo”, questa la dizione scelta per evitare sigle storiche:
«Qualche giorno fa siamo venuti a conoscenza della decisione del ministro Franceschini di non confermare Stefano Rulli – arrivato, dopo quattro anni, a fine mandato – alla guida del Centro sperimentale di cinematografia. Siamo rimasti sorpresi, indignati, sconcertati. Le modalità con cui Stefano era stato nominato invertivano la prassi consolidata per cui la politica era solita prendere le sue decisioni: senza consultare nessuno, senza aprirsi al confronto, in solitudine, e spesso in base a motivazioni poco chiare, note solo ai “felici pochi”.
«Quella nomina invece, quattro anni fa, era stata chiara: si metteva alla guida della più importante istituzione cinematografica del Paese una persona perbene, libera, appassionata e competente. E dopo anni si sceglieva un “autore”, vale a dire un esponente del mondo della creatività italiana, del tutto indipendente da logiche di schieramento o di partito. Ebbene, dopo aver lavorato col trasporto che gli è proprio, ora Stefano Rulli non viene confermato. Naturalmente, tutto questo è nelle prerogative del Ministro, naturalmente chi va a sostituirlo è persona degna, ma il nostro smarrimento nasce dalla constatazione che si è ripreso a fare quello che si faceva prima. Non possiamo che esserne amareggiati».
Seguono le firme di 162 autori, tra i quali: Francesco Bruni, Paolo Sorrentino, Francesca Archibugi, Marco Risi, Francesca e Cristina Comencini, Marco Tullio Giordana, Daniele Luchetti, Marco Bellocchio, Sandro Petraglia, Roan Johnson, Roberto Andò, Gabriele Muccino, Giorgio Diritti, Michele Soavi, Michele Conforti, Luca Miniero, Stefano Sollima, Edoardo Winspeare, Carlo Verdone…
Eppure Laudadio era considerato, fino a pochi giorni fa, molto amico degli autori. Adesso dovrà ricucire il dissenso in tempi brevi, magari sulla base dei nuovi consistenti finanziamenti promessi dal Mibact al Csc; mentre i consiglieri uscenti, in particolare Aldo Grasso, Carlo Verdone e Nicola Giuliano, aspettano ancora di sapere che cosa sarà di loro.
L’angolo di Michele Anselmi / Scritto per Cinemonitor
foto di Michele Anselmi.
foto di Michele Anselmi.