DI FRANCESCO ERSPAMER
FRANCESCO ERSPAMER
Man mano che ci si avvicina al referendum diventa sempre più chiaro cosa vogliano Renzi e il suo Pd: approfittare di una crisi economica e morale da loro artificiosamente alimentata per eliminare in nome dell’emergenza il meccanismo di controlli e bilanciamenti reciproci che è il fondamento irrinunciabile delle democrazie moderne. Come? Massacrando la Costituzione, stravolgendo gli ordinamenti e piegando le istituzioni, le regioni e le comunità alle politiche liberiste di un governo non soggetto ad alcun vincolo e che non risponde al popolo ma alle banche e alle multinazionali.
Basta leggere la delirante risposta del presidente del consiglio e dei suoi portaborse alla sentenza con cui la Corte costituzionale ha bocciato il colpo di mano del ministro Madia per mettere la pubblica amministrazione al servizio del regime: di fatto hanno invitato gli italiani a dare loro carta bianca, ossia l’autorità di fregarsene della Consulta (definita “burocrazia”) e dei dubbi e resistenze degli enti locali. A cos’altro credevate che servissero la modifica dell’articolo 117 e l’abolizione delle province? Siamo davanti al tentativo di concentrare tutto il potere nelle mani del governo e dei dirigenti del Pd. E neppure per rafforzare lo Stato, come un tempo i fascisti; per privatizzarlo e svenderlo agli speculatori stranieri.
Anche se perdessero il referendum resterebbero pericolosi: ormai si sono abituati all’arbitrio e non molleranno facilmente. Ma se lo vincessero la loro tracotanza diventerebbe catastrofica. Vanno fermati adesso, il 4 dicembre, o il prezzo che dovremo pagare in seguito per liberarcene sarà altissimo.