DI VANNI SALVEMINI

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Sono arrivato a toccare i massimi livelli di nausea.
E´ ufficiale.
Il livello di letame è così alto che ha superato gli alti livelli di digestibilità, di comprensione.
Parlo della campagna referendaria, della morte di Fidel Castro, di tantissime altre cose.
Un giudizio sulla storia di questo uomo (parlo di Fidel Castro) non rientra in quei famosi 140 caratteri tanto abusati, non bastano per descrivere la complessità e la contradditorietà della vita.
Prima di esprimere un pensiero, informarsi (vale per me, per tutti). Fidel Castro non è stato un santo, ma di certo ha lasciato una impronta indelebile a Cuba.
Un documentario o una puntata su National Geographic non è da considerarsi come una base certa  per parlare di tutto ciò.
Lasciamo ai Cubani parlare di Fidel (a stento conosciamo la nostra storia, figuriamoci quelle delle altre nazioni).
Poi arriviamo al punto fondamentale.
Sono nauseato da questa campagna referendaria, puerile, scadente. E spero che arrivi presto quel 4 Dicembre.
Che si sia per il Sì o per il No, e che si sia pro o contro Fidel, piegare Fidel alla campagna in corso in Italia non esprime un giudizio né sul referendum né su Fidel, ma solo su chi lo fa.
Giudizio a mio modesto parere (personale) scadente.

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