DI CLAUDIA BALDINI

CLAUDIA BALDINI

Ormai, quando a votare va metà dell’elettorato, i governi locali e centrali diventano espressione stabile di una minoranza: a Roma, capitale d’Italia e una delle principali metropoli europee, del 67 per cento del 50 per cento degli elettori.
È la manifestazione chiara della crisi della democrazia rappresentativa e dei partiti, della degenerazione della politica in sistema di potere a tutela dei più forti e di se stessi.
La democrazia non è più governo del popolo, si trasforma in oligarchia. Una tendenza che si rafforzerebbe se vincesse il sì nel referendum costituzionale, e non fosse respinta la legge iper maggioritaria voluta da Renzi.
Questa realtà è l’effetto del dominio del capitale finanziario nella sfera economica, culturale-comunicativa e politica. Di conseguenza, della cancellazione dal sistema politico della rappresentanza del lavoro. I lavoratori hanno perso così ogni capacità di incidere sul corso delle cose: non solo la classe operaia tradizionalmente intesa, bensì le lavoratrici e i lavoratori postfordisti, cognitivi e non, subordinati e autonomi, giovani e anziani, i quali da anni pagano il prezzo più alto della crisi economica e sociale.
Qui sta la radice profonda, della crisi democratica in cui viviamo. Con i conseguenti fenomeni di distorsione e svuotamento delle istituzioni, di appropriazione privata dei beni pubblici, di diffusione della corruzione e della criminalità economica, di sfarinamento delle forze politiche dominanti.
Nella cancellazione di un’autonoma e libera rappresentanza politica del lavoro, centrodestra e centrosinistra in questi anni si sono nella sostanza messi in competizione, con la sinistra radicale in una posizione di fatto subalterna, o comunque non in grado di incidere.
Il risultato è stato che nelle ultime elezioni politiche il principale partito votato dagli operai è risultato essere quello di Grillo e Casaleggio.
Quindi ripartire per la sinistra significa anzitutto riportare la Costituzione nei posti di lavoro e tagliare con le esperienze via via inquinate di centro  sinstra.
Se non si vota NO non si riparte. E solo un partito omogeneo di sinistra può cambiare il peso dei lavoratori nella politica.