DI CLAUDIA BALDINI

CLAUDIA BALDINI

Scrive il Financial Times”, con riferimento alle stime dei trader :
“ISIS vende il petrolio a 25-40 dollari al barile. A luglio il petrolio nei mercati borsistici mondiali aveva raggiunto il minimo toccando i 42 dollari, mentre ora il prezzo oscilla tra 45 e 50 dollari. Ma la Turchia riesce ad acquistare il petrolio dell’ISIS dall’Iraq e dalla Siria a soli 15-25 dollari al barile.
Dopo di chè i turchi rivendono questo petrolio a prezzi di mercato in tutto il mondo, anche negli Stati Uniti”
La Russia accusa la Turchia di finanziare lo “Stato Islamico” attraverso l’acquisto di petrolio di contrabbando. Lo ha dichiarato il presidente Vladimir Putin, dopo che la Turchia ha abbattuto il caccia-bombardiere russo Su-24 nei cieli della Siria. Allo stesso tempo Putin ha sottolineato che il traffico di petrolio dalle regioni occupate dai jihadisti verso la Turchia è noto da molto tempo alla Russia. Secondo gli esperti, la Turchia rivende il petrolio ottenuto dall’ISIS ad un prezzo doppio rispetto a quello d’acquisto e di fatto bombarda i curdi al posto dei fondamentalisti grazie ai profitti extra ottenuti, cosa vantaggiosa politicamente per Ankara.
Il proprietario di una delle società turche che compra il petrolio dall’ISIS è Bilal Erdogan, figlio del presidente della Turchia”.
Anche i Curdi avrebbero il diritto di vivere e non solo il dovere di morire contro i terroristi.
La Turchia fa parte della Nato. La Nato dovrebbe espellere la Turchia per favoreggiamento del terrorismo.
Dopo l’ultimo incontro di Renzi con Erdogan , l’Italia è diventato il secondo partner commerciale della Turchia.
Siamo i principali fornitori di armi al M.O , il principale fornitore di bombe all’Arabia Saudita e facciamo grossi affari con i Turchi.
La chiamano politica estera. Io la chiamo complicità.