DI CARLO PANSERA

Continua la lunga disputa di Lufthansa, la più grande e importante compagnia aerea tedesca, fondata il 6 gennaio 1926 a seguito della fusione delle compagnie Uberwald Aero Lloyd e Junkers Luftverkehr. Non chiari i reali motivi di questa situazione: Lufthansa, in primis, avrebbe intenzione di trasferire parte delle sue attività a livello europeo alla compagnia low cost Eurowings, per poter così ridurre i costi del 40%. Questo suo programma non è certamente ben visto dai membri dello staff che, non potendo opporsi apertamente a tali strategie, mostrano il loro disaccordo chiedendo un aumento di stipendio. La questione, come già detto poco chiara, pare essere confermata dalle parole del portavoce del sindacato piloti Cockpit, Joerg Handwerg, il quale afferma che lo sciopero non verrà concluso fino a quando la compagnia non offrirà una proposta accettabile in merito al salario. Due settimane di completo disagio per l’attività Lufthansa e per i vari passeggeri. Numericamente parlando, gli scioperi ad oggi hanno coinvolto circa 2,755 voli e 345.000 viaggiatori. Dopo la tregua di domenica e lunedì, i piloti della Lufthansa riprendono, nelle giornate di martedì 29 e mercoledì 30, le proprie dimostrazioni di protesta. Oggi, sono stati cancellati circa 816 voli nazionali su un totale di 3mila con 82mila passeggeri coinvolti. I piloti hanno indetto anche per domani uno sciopero e si prevede una soppressione di circa 890 voli sia su tratte lunghe che su quelle di breve raggio. Nelle loro richieste viene sottolineato come negli ultimi anni le buste paga siano rimaste ferme nonostante la compagnia abbia registrato un notevole incremento economico. L’azienda ha proposto aumenti del 4,4%, un bonus mensile e nuove assunzioni, le quali però non sono state prese positivamente in considerazione né dai piloti né dal sindacato rappresentativo, che definisce tale cifra non sufficiente.

I piloti Lufthansa tornano a incrociare le braccia