DI SALVATORE OCCHIUTO

SALVATORE OCCHIUTO

Nella tradizione politica statunitense lo sconfitto si congratula con il vincitore. Un atto che, oltre ad essere una regola non scritta della democrazia, è una consuetudine tipica del modo di vivere americano. Perchè oltreoceano non sono amati i losers, ossia i perdenti che non accettano l’esito della competizione nella politica, nella società, nello sport. Una dote da marziani alle nostre latitudini. Basta pensare alla seduta odierna del Consiglio Comunale di Roma che ha approvato una mozione presentata dal M5S che sostiene il No al referendum costituzionale di domenica prossima. Un documento che sottolinea che la riforma statuisce lo strapotere dell’esecutivo e indebolisce l’autonomia degli enti locali. Stefano Fassina e Sinistra Italiana hanno votato a favore. Una legittima decisione che ha scatenato la veemente reazione del Pd che ha parlato di inciucio tra reazionari fascisti e comunisti. Una contestazione sfociata in una furiosa rissa tra gli scranni dell’aula “Giulio Cesare”. Un’ennesima indecorosa pagina del livello politico in cui siamo precipitati. Neanche durante l’acceso confronto tra democristiani e comunisti nei primi anni del dopoguerra, come in occasione della ratifica dell’adesione alla Nato, si registrarono negli emicicli parlamentari tali azioni.