DI GIANFRANCO MICALI
GIANFRANCO MICALI
Le vie renziane al referendum sono imperscrutabili e credo che neppure la Sibilla cumana o l’oracolo di Delfi avrebbero saputo sciogliere il mistero per cui io mi trovi a votare NO come Berlusconi, e invece, negli ultimi giorni prima del voto, Romano Prodi che volevo presidente della Repubblica, dice in pratica come Cacciari:”Riforma poco profonda e poco chiara, ma sento il dovere di rendere pubblico il mio sì”.
Il dovere ? E all’ultimo momento ? Boh.
C’è, però, un mistero ancora più grande. Perché la tv, salvo Paragone e talvolta Mentana e Floris, e la grande stampa, salvo Il fatto Quotidiano, Il Manifesto, Il giornale e La Verità, bevano come oro colato qualunque annuncio, qualunque sparata del premier ? Per carità, poteva essere un giro particolarmente cattivo quello che lo frequentava in gioventù, e lo aveva soprannominato “Il bomba”.
Ma dopo tre anni di annuncite acuta, di promesse mancate, di furbizie all’estremo grado, di continui giochi di parole, perché un intero esercito di giornalisti riesca a resistere alla normale tentazione di aggiungere, al proprio quotidiano editoriale, un “forse…”, un “ma come fa a sentirsi così sicuro ?”, è un enigma,un arcano, un segreto, che soltanto gli storici potranno un giorno chiarire.
Noi affrettiamo il sopraggiungere di quel giorno, già il 4 dicembre, con i nostri :
NO NO NO NO NO NO NO …..