DI MARCO CORRIAS
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Voterò SI’. Mi decido a dirlo chiaro in questa pagina perché mi sembra giusto. Non per fare campagna e cercare di convincere gli indecisi o chi, legittimamente, è già orientato per il no. Mi spinge a farlo un forse malinteso senso di onestà intellettuale, dopo che mi sono volutamente astenuto da una corrida durata troppi mesi, che in più occasioni mi ha nauseato per la violenza delle argomentazioni di parte, per gli insulti scagliati contro chi non la pensava allo stesso modo, per l’odio feroce che in troppi casi ha individuato nella controparte del Sì ( e in qualche caso, più raro, anche in quella del NO), il nemico da abbattere, il traditore della patria e della sinistra, il servo o il venduto che deve per forza ricavare un rendiconto personale dalla sua scelta.
Voterò SI’ nonostante qualche dubbio, (e qualche piccola certezza sulle ragioni del No), perchè ho voglia che quest’Italia si dia una mossa, che creda di più in se stessa e nella possibilità di tornare a crescere e essere un paese normale.
Voterò SI’ perchè mi piace che non ci sia più un Senato che voterà le stesse leggi e la stessa fiducia al governo, come è stato nella speranza di generazioni di uomini di sinistra.
Voterò Sì perchè alcune materie fondamentali tornino in mano al Parlamento e vengano ridotti i centri di spesa delle regioni, moltiplicatisi a dismisura insieme alle clientele che hanno generato.
Voterò SI’ perchè eliminare il Cnel, luogo di riposo strapagato di vecchi dinosauri della politica e del sindacato mi sembra cosa buona e giusta.
Voterò SI’ per molti degli altri motivi che sono stati spiegati in questi mesi.
Non sono tra quelli che pensa che il SI’ debba punire la casta della politica, (errore di Renzi, non l’unico) perchè credo fortemente nella politica e sono certo che la maggioranza di chi fa questa nobile professione sia in buona fede, e che gli onesti non stiano solo tra chi di questo bel termine si è appropriato facendone uno slogan personale.
Due giorni fa Franco, un vecchio caro amico e compagno, un ex minatore, mi ha detto questa cosa: “Ai tempi di Mao in sezione avevamo comprato il libretto rosso. C’era scritto che se il popolo vuole può spianare le montagne, può riuscirci. Basta farlo con determinazione, poco per volta. Sapevamo che era un’esagerazione. Ma vedi, io che sono stato un dalemiano, che ho votato Bersani e mai Renzi, perchè non mi piacciono alcune sue scelte, voterò SI’, perchè abbiamo sempre sognato, noi di sinistra, di avere una sola camera che decide. Mi basta anche solo questo e alcune altre buone cose per votare SI’. Tutto il resto verrà volta per volta, ma se non ci muoviamo ora non lo faremo più.”

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