DI CHIARA FARIGU

CHIARA FARIGU

Sono stati definiti così, “gli angeli della morte”, gli amanti diabolici di Saronno. Lui, medico anestesista di 60 anni, lei, un’ infermiera di 40 anni, legati da un’insana passione di amore e morte consumata fuori e dentro le corsie dell’ospedale dove agivano indisturbati. Anche se, pare, molti avrebbero saputo e tuttavia taciuto. La loro folle avventura è terminata con l’arresto su ordine del Gip di Busto Arsistizio, in seguito all’operazione denominata “Angeli e demoni”. Le accuse a loro carico, pesanti. L’anestesista avrebbe somministrato dosi letali di farmaci nelle vene di quattro pazienti anziani che sono poi deceduti. Ma le indagini dei CC. vanno oltre. Tra le morti sospette anche il marito dell’infermiera, accusa, questa, di omicidio volontario in concorso. Secondo la Procura, l’uomo sarebbe stato progressivamente, ma inesorabilmente, avvelenato da farmaci di cui non aveva alcun bisogno (gli sarebbe stato fatto credere di essere diabetico) debilitandolo , appunto, fino alla morte. Per poter vivere liberamente la loro passione senza intralci e senza “catene”.
Un canovaccio, la loro storia, di difficile immaginazione persino per uno scrittore del noir. Una trama violenta dove rancori, tradimenti, bugie, e un desiderio sfrenato di liberarsi delle “zavorre” erano intrecciate così strettamente da farle divenire realtà. Una realtà delirante con un progetto ben definito: dare la morte.
L’inchiesta è stata avviata nel 2014 in seguito ad una denuncia da parte di un’infermiera. Durante le indagini si è fatto ricorso alle intercettazioni telefoniche e ambientali, dalle quali, sarebbero scaturite conversazioni raccapriccianti che non lasciano spazio ad interpretazioni, alcune delle quali fatte addirittura in presenza del figlio undicenne dell’infermiera.
Oltre agli amanti diabolici, risultano indagate 14 persone sulla cui posizione c’è il più stretto riserbo degli inquirenti, sarebbero però quasi tutti dipendenti dell’ospedale. La struttura ospedaliera, quindi, parrebbe assumere un ruolo per via di quelle che verrebbero definite come “omissioni” anche gravi. Sempre secondo indiscrezioni, pare fossero a conoscenza di un “protocollo Cazzaniga”, dal cognome del medico anestesista. I carabinieri hanno effettuato stamani svariate perquisizioni e sequestri negli uffici della dirigenza ospedaliera, utili alle indagini, tutt’ora in corso.

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