DI OLIVIA GOBETTI
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Da decenni la sua alimentazione è a base di uova, savoiardi, banane, pastina in brodo di carne e gianduiotti. Un’alimentazione da far rabbrividire anche il nutrizionista più permissivo e incline ai bagordi. Roba che farebbe drizzare i capelli pure a Lemme, il farmacista di Desio che garantisce il dimagramento con la pasta a colazione, le salsicce di maiale a cena, e le parolacce dalla D’Urso.
Emma Morano è nata a Verbania “solo” 117 anni fa e si è guadagnata il titolo di “Donna più anziana del pianeta”. Lo scorso 29 novembre ha spento tre candeline simboliche su una grande torta ricoperta di panna montata e fragole, tra amici, familiari e scatti fotografici, in perfetto stile “selfie”, giusto per stare al passo con i tempi. Eppure, la vita della dolce nonnina, ha attraversato al galoppo ben tre secoli di storia, tappandosi il naso e il cuore davanti agli orrori della prima e seconda Guerra Mondiale, e rimanendo in sella nonostante le avversità. Prima di otto figli, un lavoro come operaia in alcune ditte manifatturiere piemontesi, un figlioletto cui ha dovuto dire addio troppo presto, un matrimonio finito a causa di un dolore troppo grande da sopportare e da condividere in un unico abbraccio.
Ora, Emma, brinda al nuovo millennio nella sua piccola dimora composta da due stanze, accudita quotidianamente da una badante e dall’affetto nei nipoti. Ci tiene a farci sapere quanto lei si senta bene e in forma, anche se la memoria non è più quella di una volta… Si ricorda bene di Giovanni Paolo II, ma rimane senza parole davanti al nome di Papa Francesco: non sa chi sia, anche perché, da ormai troppi anni, non possiede un televisore. Eppure, pur essendo lontana anni luce da ogni forma di tecnologia, il profilo Facebook che i nipoti le hanno aperto per festeggiarla, è colmo di auguri e di like sotto le sue foto. E le è arrivato un telegramma “eccellente” con gli auguri del Primo Cittadino italiano, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Emma accenna un debole sorriso. Forse, non si rende conto del motivo di tanto interesse attorno alla sua persona. E si stringe nel suo scialle lavorato ai ferri, come tutte le nonne di una volta che osservavano lo scorrere del tempo davanti a una finestra.
Vivere e sopravvivere ai nostri cari, non so quanta felicità possa arrecare. Ma lei, Emma, torna a sorridere. Qualche volta, la mancanza di memoria può essere una vera e propria benedizione.