DI LUCA SOLDI

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Una delle accuse, più comuni, fatte al governo Renzi è quella di essersi impantanato in una riforma costituzionale che tesa a realizzare un mondo un mondo a sua immagine e somiglianza. Una riforma costruita, realizzata ed infine imposta, dopo aver dimenticato quello che succede intorno. Ad evidenziarlo anche un recente post Renato Brunetta:“L’Economist ha parlato giustamente di due anni persi dal Governo Renzi. Ci permettiamo di fare una piccola correzione: i giorni persi dal Premier mai eletto sono 1.000, ormai quasi tre anni”. Così puntualizza nel post su Facebook il Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, Renato Brunetta. “Il Presidente del Consiglio – ha detto Brunetta – ha fondato tutta l’azione dell’esecutivo sulle “schiforme” che hanno diviso e poi dilaniato il Paese, non occupandosi minimamente dei provvedimenti economici che avrebbero dovuto far ripartire l’Italia. La “schiforma”della Costituzione ha violentato il Parlamento e sarà respinta con un bel No dai cittadini al referendum del 4 dicembre; la “schiforma” elettorale è stata imposta con tre fiducie alle Camere e poi rinnegata dallo stesso Renzi per gli equilibri interni al suo PD”. Ad avvalorare le sue convinzioni ha fatto seguire gli elenchi, per niente esaltanti, degli interventi attribuibili a Renzi che secondo Brunetta portano ad un risultato prossimo allo “zero totale”. Rifacendosi così dagli 80 euro che dovevano rilanciare i consumi delle famiglie, con i dati che arrivano dall’Istat che confermano di un commercio fermo e in decrescita. Per proseguire con gli insuccessi del Jobs Act che doveva rilanciare l’occupazione e che invece si è rivelato solo una “droga” costata quasi 20 miliardi senza dare nulla come risultato. Poi con la Buona Scuola ch’è stata una vera tragedia sia per gli addetti ai lavori che per le famiglie e studenti. C’è stata la questione, vero dramma nazionale, della riforma della Giustizia che letteralmente è rimasta impantanata dai veti incrociati della maggioranza. Che dire poi del codice degli appalti ha portato solo ad accentuare il blocco di un intero settore a causa della sua impraticabilità. C’è da aggiungere il mezzo fallimento della riforma della pubblica amministrazione con annessa la figuraccia della ministra Madia. C’è la questione della legge di bilancio che si trova parcheggiata in una vera palude, in attesa del voto referendario. Una legge che più che un programma di indirizzo economico pare una “summa” di promesse, di marchette, di condoni e deficit.Tutto ciò fa dire a Brunetta, portando a conclusione il suo ragionamento che: “Se a questo si aggiungono gli attacchi forsennati alla Consulta di Renzi e del suo braccio armato De Luca, abbiamo davanti la follia di questa esperienza di governo”. Ed infine a chiusura: “Cosa altro resta di questi mille giorni? L’arroganza di Renzi, la sua “annuncite”, le sue slide colorate, i coriandoli, le promesse, le Leopolde ovattate. Un Premier mai eletto violentatore del Parlamento, delle istituzioni e produttore di caos e di conflitti”.