DI MARUSKA ALBERTAZZI
maruska albertazzi
Riccardo aveva quattro anni. Era l’ora di dormire e gli avevo raccontato, come ogni sera da quando di anni ne aveva due, la favola di Hansel e Gretel. Gli avevo appena dato il bacio della buona notte quando lui, nel buio, mi fa:
Mamma, me lo fai un fratellino?
Non credo amore, gli dico io.
Perché mamma?
Perché non è che i fratellini vengono così.
Sei troppo vecchia per farmene uno?
Ma no! Non è questo.
E cosa, allora?
Amore, mamma e papà stanno bene così.
Ma io no, mamma. Io voglio un fratellino.
Te l’ho detto, i fratellini non capitano così, quando decidi tu.
Non puoi chiedere a Gesù di mandarcelo con Amazon?
No, amore. Non direi.
Mamma, è una cosa seria. Quando io sarò grande, voi diventerete vecchi e a un certo punto morirete. E io resterò da solo. Io non voglio restare da solo, mamma, io voglio qualcuno che ci sia sempre per me. Ti prego, mamma, fammi un fratellino.
Se avete qualche dubbio se fare o meno un secondo figlio a parecchi anni di distanza dal primo, sappiate che è una fatica immane, soprattutto se avete quarant’anni o giù di lì (sì, Riki, forse mamma, in effetti, lo era, troppo vecchia). Sappiate che non è vero che potrete fare tutto come prima. Dormirete poco, lotterete con le colichette e con i rigurgiti, e vi sentirete vecchie, perché i figli vanno fatti quando ancora non hai bisogno della tinta, perché poi, di tempo per la tinta, ne avrete poco. Vi sentirete in colpa verso il vostro primo figlio, perché avrete meno tempo da dedicargli, perché le vacanze saranno diverse e lo spazio da condividere quando ormai credevate che da condividere non ci sarebbe stato più nulla. Vi sentirete in colpa verso vostro marito, perché se prima di tempo ce n’era poco, adesso non ce n’è quasi per nulla. Vi sentirete in colpa verso voi stesse, il vostro lavoro, verso quella parte di voi che aveva ritrovato il suo equilibrio come donna. Vi sentirete in colpa verso quello scricciolo di essere umano, perché non ci sarà più lo stupore della prima volta e la stanchezza, a volte, vi farà dire: ma chi me lo ha fatto fare?
Poi, però, provate a pensare al futuro, come sa pensare al futuro un bimbo di quattro anni.E chiedeteglielo, a Gesù, se vi manda un fratellino con Amazon.

favole