DI CHIARA FARIGU

CHIARA FARIGU

La sindaca Chiara Appendino ha annunciato l’uscita della Città dall’Osservatorio, il tavolo tecnico nato nel 2006 che riunisce i Comuni coinvolti dalla grande opera e il governo. “L’approccio non è ideologico. La mozione depositata entra nel merito ed aiuta a capire perché io e la mia forza politica siamo fortemente contrari a un investimento che non è necessario né prioritario. Le risorse andrebbero gestite meglio, anche alla luce della scarsità attuale”, ha spiegato la 1^ cittadina.
La mozione non dovrebbe stupire più tanto in quanto è la conseguenza logica del Consiglio Comunale “straordinario” aperto alla cittadinanza tempo addietro per illustrare le ragioni del NO all’alta velocità, analizzando i costi, i tempi di costruzione, l’impatto ambientale e le compensanzioni.
Ragioni che verranno “esplicitate in tutte le sedi istituzionali e politiche, locali, nazionali ed europee, a cominciare dalla contrarietà della Città alla proposta della nuova linea Torino-Lione e in particolare alla realizzazione del tunnel di base, delle nuove linee ferroviarie di adduzione e delle relative opere preliminari”.
Il Comune sin dallo scorso ottobre si preparava al definitivo distacco dalla grande opera. Quel Consiglio fu il 1° dei successivi passi. Insieme ad una commissione di 11 esperti nominata per valutare ed eventualmente ostacolare le procedure necessarie per avviare i cantieri dell’alta velocità nella zona della città piemontese. Posizione, questa, fortemente contestata soprattutto dal senatore Esposito del PD, da sempre sostenitore dell’opera. Oggi la mozione. La decisione definitiva che ha scatenato altre polemiche. “Ci sono accordi internazionali già siglati – ha commentato il vice ministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini – il Parlamento si è già espresso, l’Italia ha già speso un numero cospicuo di fondi per portare a conclusione l’opera, i Comuni erano stati inseriti proprio perché il processo fosse il più partecipato possibile e il più trasparente. È una posizione quella dell’Appendino difficilmente comprensibile”. Intanto dal Governo fanno sapere che l’Opera non potrà essere interrotta. Stefano Esposito, vicepresidente della Commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama ha ricordato che la sindaca Appendino “solo 3 giorni fa ha organizzato, insieme al presidente Chiamparino, una conferenza stampa per annunciare di aver inviato al Governo la richiesta per sottoscrivere il patto per il Piemonte. All’interno di questo patto sono contenute molte opere figlie della realizzazione della linea ad Alta Velocità Torino-Lione”. Contestazioni giungono anche dall’Osservatorio che comunica di voler proseguire, perchè uscire dal Tavolo di confronto, la Città perde una grande opportunità. “Noi continueremo anche senza Torino”, questa la loro posizione.
Un braccio di ferro iniziato nei mesi scorsi che non si conclude con la mozione odierna ma che è destinato a protrarsi ancora a lungo.

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