DI VIRGINIA MURRU
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Lo ha annunciato il Commissario per la Politica Regionale, Corina Cretu, rassicurando il governo italiano sulla volontà dell’Ue di sbloccare già la prima tranche del Fondo di solidarietà, che sarà di 30 mln di euro, l’anticipo più consistente che possa essere erogato nei confronti di un paese membro. Così ha commentato la Commissaria:
“Siamo passati dalle parole ai fatti, rispondendo alle specifiche esigenze delle comunità italiane colpite, tramite il Fondo di solidarietà dell’Ue e la politica di coesione. Resteremo a fianco dell’Italia durante tutto il processo di ricostruzione.”
Tutta la ricostruzione sarà a carico dei fondi Ue, compreso il restauro del patrimonio artistico danneggiato dagli ultimi eventi sismici che hanno colpito l’Italia centrale. La Commissione ha peraltro raggiunto un accordo per una risoluzione volta a modificare le regole sul ricorso al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).
Si legge sul sito della COmmissione Europea:
“Due tipi di disastri possono ottenere il sostegno del Fondo di solidarietà: grandi catastrofi naturali e catastrofi regionali. Per le catastrofi regionali la soglia di ammissibilità è l’1,5% del PIL della regione. Più la regione è povera, più è facile che raggiunga la soglia, perché è più probabile che il danno subito rappresenti più dell’1,5% del PIL.
Una volta accordato, l’aiuto in caso di disastro regionale è calcolato in funzione dei danni reali ed è concesso nella misura del 2,5% dei danni diretti totali (quindi il PIL non c’entra più niente)”.
In una tabella, pubblicata sempre sul sito della Commissione, risulta che l’Italia ha ricevuto a partire dal 2002 fino al 2014, 1318,9 milioni di Euro. Sono compresi i teremoti in Molise, in Abbruzzo ed Emilia, oltre ad interventi vari per le inondazioni che hanno colpito il Veneto, Liguria, Toscana e Sardegna (EU Solidarity Fund Interventions since 2002).
Il premier Matteo Renzi aveva inoltrato richiesta per avere accesso agli aiuti del Fondo europeo il 19 novembre, l’istanza è stata accolta e l’Ue dunque si farà carico di tutti gli oneri relativi alla ricostruzione, attraverso i fondi strutturali 2014-20. Ultimamente, considerate tutte le emergenze e calamità naturali che hanno colpito il paese, Renzi si è mostrato molto critico nei confronti delle Autorità dell’Unione, non disdegnando qualche forma di ricatto, e sottolineando, ancora una volta, che tutti i mezzi finanziari impiegati per ricostruire scuole e altri edifici pubblici, devono essere stornati dagli obblighi contabili relativi al Patto di stabilità.
Secondo il regolamento dell’Ue, il Fondo si attiva su richiesta delle autorità dello Stato che ha subito i danni dovuti a calamità naturali, e l’istanza deve essere presentata entro 12 settimane dalla data del disastro.
Viene ritenuta grande catastrofe l’evento che provoca danni superiori a 3,312 miliardi di euro, o, in termini di Pil, deve raggiungere lo 0,6%
Così si è espresso il Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker:
“E’ nostro dovere di europei restare a fianco dell’Italia e dei suoi cittadini, che in questi momenti difficili stanno dando prova di un coraggio straordinario, per aiutarli a superare il prima possibile le conseguenze dei terremoti e a ricostruire completamente le aree danneggiate. Si provvederà certamente alla ricostruzione della bellissima basilica di S. Benedetto di Norcia..”