DI FRANCESCO ERSPAMER
FRANCESCO ERSPAMER
Dopo avere ignorato la questione per tre anni (troppo presi dal Jobs Act), a tre giorni dal voto il governo ha firmato l’accordo quadro sul contratto del pubblico impiego, tre milioni di voti (più famiglie) essenziali per dare al sì una possibilità di vittoria. Non è più nemmeno politica-spettacolo: è politica-pubblicità. Lo stesso, se la gente si fermasse un attimo a riflettere invece di ascoltare passivamente gli spot televisivi, dovrebbe vedere in questo evento una conferma di una legge storica dei rapporti di lavoro: quando i potenti si sentono minacciati diventano ragionevoli e fanno concessioni, quando sono sicuri di sé sfruttano e opprimono.
Per cui la cosa logica da fare il 4 dicembre è dire NO ai cambiamenti costituzionali che vogliono ridurre la forza contrattuale dei lavoratori, delle regioni e del parlamento a vantaggio della “governabilità”, ossia di un accentramento dell’autorità nelle mani del governo e del suo capo, nella fattispecie Renzi. La Costituzione antifascista, coerentemente con la premessa fondamentale espressa nell’articolo 1 che la sovranità appartenga al popolo, intenzionalmente indebolì l’esecutivo creando un efficace meccanismo di controlli incrociati e le condizioni ideali per far pesare le azioni sindacali e i movimenti popolari. Ci sono riforme da fare in Italia ma ci sono anche tanti aspetti del nostro paese che vanno protetti e difesi dall’avidità della casta e delle multinazionali, e il principale è l’assenza di un potere assoluto. Che si rimangerebbe anche l’accordo quadro. Per questo #iovotono.