DI GIORGIO MAURI

giorgio mauri
Springsteen chiuse la campagna di Hillary insieme a Jon Bon Jovi e Stevie Wonder. Trump rispose dicendo: “Non ho bisogno di Beyoncé”. Invece Bob Dylan, a cui l’accademia svedese del Nobel ha attribuito il premio per la letteratura, non si recò per niente alla cerimonia (13 ottobre). Problemi di salute ? No. Il cantante suonò all’hotel Cosmopolitan di Las Vegas proprio il giorno della celebrazione, e non menzionò mai il Nobel. Bob Neuwirth, vecchio amico di Bob, riferì che “potrebbe anche non ringraziare mai”. Nel maggio 2012 Obama aveva consegnato a Dylan la Medal of Freedom, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti, alla Casa Bianca, ed aveva affermato che “Non c’è un gigante più grande nella storia della musica americana … Maggie’s Farm è la mia preferita in stagione elettorale”. Quando Obama seppe dell’assegnazione del Nobel alla letteratura dichiarò: “Congratulazioni a uno dei miei poeti preferiti per un Nobel ben meritato”. Ebbene, ieri 30 novembre c’era la cerimonia dei Nobel alla casa bianca, con cena, e ovviamente Dylan era tra gli invitati. Ma Washington (District of Columbia, in sigla D.C.) non ha fatto cambiare idea a Bob, che ha continuato a snobbare le cattedrali del potere e non si è recato alla cerimonia. Il portavoce Josh Earnest, con ironia ma senza fornire giustificazioni, ha dichiarato:”Purtroppo, per chi se lo stava chiedendo, Bob Dylan oggi non sarà alla Casa Bianca, così tutti si possono rilassare”. Questo comportamento di Dylan è molto più importante di quanto sembri. Non è uno sberleffo (in effetti ha ringraziato chi gli ha assegnato l’onorificenza), è solo il rifiuto di avvallare il costume demodè e diffusissimo di proporre al mondo le celebrità, nascondendogli la realtà. Un uomo di musica potrebbe non rendersi conto di certe cose, ma uno che ha meritato il nobel per la letteratura ha con certezza l’intelligenza per impallinare uno dei peggiori costumi di questo neo-liberismo in caduta libera, sempre più noioso e degenere. Grazie BOB.