DI EMILIA URSO ANFUSO

EMILIA URSO ANFUSO

Renzi ha sostenuto, durante un’intervista realizzata stamane su Rai uno a Uno Mattina, che – in relazione alla polemica sui 50 milioni di euro che sarebbero stati cancellati dalla Legge di Stabilità, e che dovevano andare a sostenere la ASL di Taranto, per curare i malati vittime dell’Ilva, che quello stanziamento, è stato tolto perché “Le Regioni si sono opposte”. Ecco un estratto della dichiarazione: “Non è vero che nella legge di Stabilità mancano le risorse per Taranto a cui, in totale, in questi anni, abbiamo dato 1,6 miliardi, anzi poco di più. Di fronte a queste cifre è stato presentato un emendamento, per destinare altri 50 milioni del fondo nazionale della sanità alla città, a quel punto le altre Regioni hanno detto: ‘se dobbiamo spendere questi soldi, lo decidiamo insieme, non è che questi soldi si possono spendere tutti in un’unica città‘”. Mi è difficile credere che le regioni si siano opposte a questo finanziamento, sarebbe come dire che si oppongono a eventuali stanziamenti simili a beneficio di se stessi. Renzi poi, ha continuato parlando di come invece verrà sostenuta – genericamente parlando – “la Sanità“, ma senza spiegare né chiarire in quale maniera e per quale entità. Non basta: a supporto della bontà dell’eliminazione dei 50 milioni di euro, ecco che Renzi tira fuori la storia del denaro che, la famiglia Riva,dovrebbe versare – si parla di 1,3 miliardi di euro – per “risanare l’ambiente di Taranto”. In cambio, i Riva rinuncerebbero al contenzioso contro lo Stato italiano, “colpevole” di aver chiuso gli stabilimenti. Peccato che, tra “risanamento ambientale” e “risanamento” dei malati, scorre molta differenza. Ma poichè non mi fermo certo alle dichiarazioni pubbliche di chicchessia, ho scavato un po’, e trovato il bandolo della matassa di questo miliardo e trecento milioni, che i Riva non verseranno affatto per “Risanamento ambientale di Taranto”. Ecco infatti fare capolino un pò di verità: è Angelo Bonelli, che fa parte della Federazione dei Verdi, a far capire meglio la situazione: “Non corrisponde alla realtà quanto dichiarato del presidente del consiglio Renzi che 1,3 miliardi di euro andranno a risanare Taranto. In primo luogo è bene ricordare che quei soldi a cui fa riferimento il capo del governo sono sottoposti a sequestro dall’autorità giudiziaria di Milano per i reati di evasione fiscale commessi dai Riva.Quei soldi sono da sempre stati conteggiati nei numerosi decreti salva Ilva e sono destinati all’azienda Ilva e non alla città di Taranto, che in questi anni non ha visto avviare le bonifiche ambientali sui terreni, le falde, i fondali marini contaminanti dai veleni emessi dall’Ilva, ma ha invece subito una sospensione del diritto alla salute attraverso i numerosi decreti del governo“. Ecco svelato l’arcano… Inoltre, strano discorso il suo, intendo quello relativo alla decisione di depennare i 50 milioni di euro a sostegno delle vittime dell’Ilva, dal momento che – guarda caso – uno degli articoli della riforma costituzionale, tratta proprio l’argomento della centralità dello Stato e della negazione delle autonomie territoriali. In qualche modo, Renzi – una volta di più – sostiene a tutto spiano la riforma, facendo persino passare come una decisione dovuta al diniego corale delle regioni, nei confronti di un finanziamento che sarebbe andato a curare, almeno un po’, i malati dell’area dell’Ilva di Taranto. Questo discorso non solo fa acqua da tutte le parti: palesa i metodi da teatrino elettorale referendario. Il peggiore cui si sia mai assistito in Italia. Domenica 4 Dicembre, finirà tutto. Forse in tutti i sensi. Potrebbe finire lo stato sociale. Potrebbe finire la “Costituzione più bella del mondo”. Potrebbe finire la “Repubblica a regime democratico”. Anzi no: è già tutto finito. A conferma di quest’ultima frase, vi lascio con un ulteriore spunto di riflessione: sono stati appena assolti i vertici di Banca Etruria. Si, quelli che si riteneva essere responsabili della volatizzazione dei risparmi di molti incauti italiani. Incauti perché è incauto dare da gestire i risparmi di una vita alle banche, molto meglio la vecchia mattonella… “Assolti perché il fatto non sussiste. Perché il fatto non costituisce reato”. Ecco, se qualcuno ha ancora dubbi sulla deriva autoritaria già intrapresa nel nostro paese e in mezza Europa, mediti sui 50 milioni tolti ai malati vittime dell’Ilva di Taranto e mediti sul fatto che i vertici di Banca Etruria, sono stati assolti perché derubare i risparmiatori “Non costituisce reato”. In una nazione a regime autoritario, tutto questo rappresenta la normalità, e lo rappresenterà sempre più. Mi chiedo, ancora una volta, che fine abbia fatto l’Opinione Pubblica. Quella che riteneva di avere sempre qualcosa da dire, di fronte ai tentativi di autoritarismo, nel nostro paese…