DI VINCENZO PALIOTTI
PALIOTTI
Punti 25 – Vittorie 7 – Pareggi 4 – Sconfitte 3
Gol fatti 24 – Gol subiti 15
Posizione in Classifica 6°
I NUMERI DELLA STAGIONE 2015 / 2016 ALLA STESSA GIORNATA
Punti 31 – Vittorie 9 – Pareggi 4 – Sconfitte 1
Gol Fatti 26 – Gol subiti 9
Posizione in Classifica 1°
Senza voler dichiarare crisi al Napoli è indubbio che qualcosa non sta girando nel verso giusto nella squadra di Sarri che stenta a vincere anche al San Paolo, l’ultima vittoria risale a più di un mese fa. La squadra azzurra stenta a ritrovarsi ed è ovvio chiedersi cosa sta accadendo in “casa” De Laurentiis. I numeri sono esplicativi che qualcosa non funziona più e vanno al di la del momento no che ogni squadra lamenta ad un certo punto del torneo. I motivi sono tanti e non sono solo derivanti solo dall’infortunio a Milik, per il quale non si era comunque prevista un’alternativa adeguata, così come del resto non era stato fatto neppure l’anno scorso, visto che Gabbiadini non è mai stato una prima punta, meno che meno una punta centrale. C’è da chiedersi quindi con quale criterio è stata condotta la campagna acquisti/cessioni appurato che si è tralasciato un particolare così importante.
C’è da dire anche che per il Napoli quest’anno ci sono altre squadre che si sono attrezzate meglio, che corrono di più, che sono più continue e che stanno estromettendo il Napoli stesso dalla zona Europa con il rischio di trovarsi per la prossima stagione fuori dalle quelle prestigiose competizioni. Davanti al Napoli infatti, oltre alla Juventus, ci sono Roma, Milan Atalanta e Lazio ed il Torino appaia la compagine di Sarri. Poi, come se non bastasse, al Napoli è cominciato un “teatrino” pericoloso tra presidente e tecnico prima discutendo sul modulo di gioco per favorire l’inserimento di Gabbiadini e poi esprimendo disappunto per il mancato utilizzo degli acquisti con in testa il giovane Rog. Il tecnico, parole sue, non disdegna di accettare “consigli” ma gradirebbe, come buon senso consiglia, sentirli in privato e non nelle conferenze stampa come fa il presidente che non perde occasione per mettere in pubblico queste cose. Il desiderio di Sarri è più che legittimo perché queste “dispute” potrebbero nuocere alla stabilità dello spogliatoio, oltre che a confondere le idee e creare tensione, gli ultimi risultati fanno pensare proprio questo e che in conseguenza di ciò, qualcosa si sia rotto. Si spera che il presidente non abbia tarato la durata dei cicli in due anni per cui dopo Benitez toccherebbe a Sarri. Una sola considerazione sull’affaire Higuain, al di là delle volontà o meno del giocatore bisognerebbe sapere se è vero che il presidente avrebbe fatto tutto per tenerlo anche se qualche dubbio esiste visto che alla fine della stagione scorsa De Laurentiis si affrettò a chiarire che chi voleva il Pipita doveva sborsare la somma prevista dalla clausola contrattuale, un vero e proprio “spot commerciale” che seguiva alle critiche che il presidente aveva rivolto a Higuain nel Febbraio scorso partendo con “l’operazione” discredito del Pipita, “metodo” Allodi, affermando di vederlo “rotondetto” anziché no. Che abbia incominciato con questo metodo anche con Sarri? Per la verità e se vogliamo capirci qualcosa, bisognerebbe chiarire alcune cose che non quadrano sugli acquisti: Giaccherini gioca 5/6 minuti a gara, Zielinsky ha anche lui un minutaggio ridotto, Maksimovic, costato 25 milioni, al quale Sarri preferisce Chiriches quale vice Albiol, il tanto decantato ed agognato Rog non ha mai visto il campo, così come Tonelli, come Sepe mai “provato neppure nelle amichevoli, il solo Diawara è stato impiegato nelle ultime gare. In conseguenza di ciò e come diceva Lubrano “la domanda sorge spontanea”: ma De Laurentiis, Giuntoli DS non pervenuto, ha concordato la campagna acquisti/cessioni con Sarri? I dubbi restano viste le divergenze tra tecnico e presidente che si stanno inasprendo sempre di più. La realtà è che al Napoli, nella gestione De Laurentiis, è sempre mancato qualcosa per completare l’opera. Si è arrivati ad un passo dal diventare veramente competitivi ma ci si è fermati sempre allo stesso modo. E in tanti si chiedono se non fosse stato meglio potenziare la squadra dell’anno scorso con qualche innesto, concordato con il tecnico, laddove serviva lasciando il resto invariato? “Ai posteri l’ardua sentenza”. Ma forse basterà l’esito delle prossime due partite con Inter e Benfica a chiarire l’arcano.
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