DI ANNA LISA MINUTILLO

Anni di delusioni e di costi folli , di lungaggini burocratiche dai tempi infiniti, di bambini tanto desiderati che purtroppo non arrivano mai. . Questo è il risultato a cui siamo giunti , un vero fallimento che spinge le coppie italiane a non voler più adottare . Diventare genitori in questo modo è davvero complicato, vedere appagato il sogno di una vita dovendo attraversare lo scoraggiamento da parte dei tribunali, le storie negative che ruotano intorno ai percorsi da compiere, ed a volte imbattersi anche in truffe è diventata una realtà insostenibile. Il tutto ha portato ad una situazione che rasenta il paradosso in quanto risultano esservi più bambini abbandonati rispetto al numero delle coppie disposte ad una eventuale adozione. Se nel 2004 le domande di adozione internazionale erano state 8.274, nel 2015 sono scese a 3.668, secondo i dati del Dipartimento per la giustizia minorile. Drastico anche il calo sul fronte italiano: nel 2006, anno record, gli aspiranti genitori adottivi di un bimbo italiano erano 16.538, nel 2015 sono scesi a 9mila.
Le motivazioni differiscono tra loro se si parla di procedimenti nazionali o internazionali, ma in comune vi sono gli anni dell’attesa e l’incertezza di arrivare a destinazione. Tutto questo ha portato a vedere semplificato l’avere un figlio attraverso la fecondazione eterologa che appare al momento la soluzione più rapida ed economica rispetto all’adozione. I ragazzi adottabili ogni anno sono circa 1.300, oltre mille hanno trovato una famiglia nel 2015, anche se alcune centinaia sono rimaste negli istituti. Comunque pochissimi rispetto alle domande. Quelli che prima erano bambini a causa della lentezza della burocrazia dei tribunali fanno in tempo a crescere ed a diventare adolescenti all’interno delle comunità che li ospitano Nel caso dei bambini che arrivano dall’estero. ci si deve scontrare con l’assoluta paralisi della Cai, la Commissione adozioni internazionali, che in questi anni non si è mai riunita, non ha stretto accordi con i Paesi esteri, paralizzando così l’intero sistema. Le famiglie a volte sono anche vittime di truffe poichè sono abbandonate a se stesse. Da ultimo anche la crisi economica ricopre un ruolo non indifferente e porta il calo delle domande a crescere in modo netto .
Dopo sedici anni la Banca Dati dei Minorenni adottabili e delle coppie disponibili all’adozione sta per diventare realtà. Tutti i 29 Tribunali per i Minorenni italiani hanno installato il sistema operativo necessario per il funzionamento delle Banca Dati.
Non significa ancora che la Banca Dati è in funzione, ma visto quanto tempo è stato necessario per arrivare fin qui è un mezzo traguardo. La Banca dati dei minori dichiarati adottabili e delle coppie aspiranti all’adozione dovrebbe permettere di incrociare le caratteristiche dei bambini adottabili e delle coppie disponibili ad adottare su tutto il territorio nazionale, realizzando così il migliore abbinamento possibile per ciascun bambino.
Cosa ci sarà nella Banca Dati? Aggiornata con cadenza trimestrale, la banca dati contiene i seguenti dati personali: per i minori dichiarati adottabili, dati anagrafici, condizioni di salute, famiglia di origine ed eventuale esistenza di fratelli, attuale sistemazione, precedenti collocamenti, provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile, dati contenuti nei certificati del casellario giudiziale per i minorenni e ogni altra informazione idonea al miglior esito del procedimento. Per i coniugi aspiranti all’adozione nazionale e internazionale e persone singole disponibili all’adozione fornirà dati anagrafici, residenza, domicilio, recapito telefonico, stato civile, stato di famiglia, dati anagrafici, condizioni di salute, condizioni economiche, caratteristiche socio demografiche della famiglia, motivazioni, altri procedimenti di affidamento o di adozione ed il relativo esito, dati contenuti nei certificati del casellario giudiziale e ogni altra informazione idonea al miglior esito del procedimento. L’accesso alle informazioni contenute nella banca dati è riservato ai magistrati dei tribunali per i minorenni e delle procure presso i tribunali per i minorenni cui sia attribuita la trattazione dello specifico procedimento di adozione.
Qualcosa di positivo che ci si auspica possa aiutare a snellire i tempi di attesa perchè l’assurdo in questo paese sembra essere proprio questo: si da la precedenza alla negatività piuttosto che agevolare le persone che vogliono solo donare amore.
Non ci si può addentrare ne tantomeno giudicare il bisogno di diventare genitori poichè i casi sono differenti tra loro, perchè per chi osserva alcune di queste scelte possono rappresentare solo il bisogno di un appagamento egoistico, il coronamento di una famiglia con dei figli indurrebbe a tirare conclusioni errate se la si considera come una famiglia a metà, ma è innegabile che il dare e ricevere amore risiede nelle caratteristiche umane e fa parte di noi fin dai primi attimi di vita.
Attesa, per chi vuole diventare genitore diventa un sinonimo di pausa, sospensione. Contrario di disinteresse, di indifferenza, noncuranza. È aspettativa. Speranza, prospettiva. Apprensione, ansia, inquietudine, fiducia. Raramente ci si pone dal punto di vista di chi in un istituto ci vive suo malgrado , non si pensa mai che ad aspettare di poter diventare figli ci siano proprio loro, bambini che richiedo impegno , che conoscono pochissimo o nulla sulla loro storia, che spesso si domandano come mai a loro di ricevere amore e di far parte di una realtà famigliare debba essere negato.
Non si prende mai in considerazione la vera esigenza del diventare genitori , i fattori che si celano dietro a questa decisione che potrebbero risiedere nella sterilità, oppure nell’impossibilità di portare a termine le gravidanze.
Situazioni dolorose ma che al tempo stesso potrebbero portare amore e serenità nella vita di quei bimbi che sono arrivati negli istituti perchè magari frutto di situazioni di cui non si era pronti a farsi carico, visti come un “pacchetto postale” di cui disfarsi o semplicemente non arrivati nel momento giusto.
L’assenza di una gravidanza troppo spesso deve fare i conti con una società che la fa diventare una condanna , una società che non va oltre , che giudica dimenticandosi anche che è responsabile dello slittamento in avanti delle tappe a cui solo pochi decenni fa si arrivava con largo anticipo.
Decidere di creare una famiglia non diventa così semplice in un contesto storico che non offre lavoro nonostante il titolo di studio conseguito tra mille sacrifici e la difficoltà di acquistare una casa o di sostenerne le spese dell’affitto, e queste non sono comunque le uniche spese da sostenere.
Non a caso le tempistiche per diventare genitori si allungano e si scontrano con il famoso” orologio biologico” che interessa maggiormente le donne.
Situazioni delicate e personali in cui le coppie spesso non sono aiutate ma solo giudicate.
In questo mondo che sta rotolando verso il nulla forse bisognerebbe ricordarsi dei bambini che stanno aspettando, bambini che sono puntini di sospensione , bambini che hanno il diritto di diventare figli seguiti da punto esclamativo , figli che danno gioia e che regalano serenità.
Non siamo nessuno e non possiamo sempre creare problemi soprattutto quando il fine è quello di condividere amore.

 

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