DI DANIELE GARBO

La Juventus arriva nel migliore dei modi alla sfida di andata allo Stadium col Barcellona: batte il Chievo senza sprecare troppe energie fisiche e nervose, mettendo in vetrina uno scintillante Dybala e il solito implacabile Higuain. Saranno loro le armi con cui i bianconeri cercheranno di eliminare i catalani, che nel frattempo sono sconfitti a Malaga e danno probabilmente l’addio definitivo alla Liga, non approfittando del rallentamento del Real Madrid nel derby con l’Atletico.
Forse mai come in questo momento la Juve dà la sensazione di essere pronta per l’Europa che conta. L’andata dei quarti di finale di Champions League arriva proprio al punto giusto della stagione bianconera. Il gruppo di Allegri sembra più squadra di quello di Luis Enrique, soprattutto di essere più solido in difesa e a centrocampo. Ma certo, quando in attacco si hanno fenomeni come Messi, Suarez e Neymar, nulla è impossibile.
La Roma si riprende dopo la delusione del derby di Coppa Italia andando a vincere a Bologna dall’alto di una superiorità tecnica evidente. Ma ormai in casa giallorossa si pensa più al futuro che al presente: chi verrà dopo Spalletti, sempre più deciso a cambiare aria, ma soprattutto quale sarà il progetto che la società consegnerà al nuovo allenatore ? Considerato che almeno due o tre pezzi pregiati dovranno essere ceduti per inderogabili ragioni di bilancio. Assieme al problema dello stadio, sono questi interrogativi a rendere il domani della Roma piuttosto nebuloso.
Decisamente più roseo sembra invece il futuro del Napoli, che rifila tre schiaffi alla Lazio blindando il terzo posto e perpetuando la minaccia al secondo degli Spalletti Boys. La squadra di Sarri dà spettacolo all’Olimpico, uccidendo i ragazzi di Inzaghi con un pressing altissimo e giocando un calcio fantastico. In Italia nessuno sa giocare a uno-due tocchi come questo Napoli in cui Insigne, autore di una doppietta e di una prestazione strepitosa, comprensiva anche di un salvataggio sulla linea di porta, è diventato l’uomo in più. Con un portiere, un paio di difensori e (forse) un centrocampista questa squadra è pronta per dare l’assalto allo scudetto nella prossima stagione. Ma serve un salto di qualità complessivo: della società e del presidente De Laurentiis innanzitutto (primo obiettivo: blindare Mertens e Insigne), che deve evitare di lanciarsi in dichiarazioni farneticanti come ha fatto spesso quest’anno, rischiando di spaccare tutto; di Maurizio Sarri, che ha dimostrato di essere un tecnico di altissimo livello disegnando un Napoli molto simile al Barcellona di Guardiola, ma deve migliorare molto come comunicatore; di tutta la squadra, che deve continuare a crescere in personalità e convinzione nei propri mezzi.
Dietro alle tre grandi ha vinto soltanto il Milan, che nella settimana del sospiratissimo closing e del derby sorpassa l’Inter, portandosi a due punti dall’Atalanta, fermata dal Sassuolo, e a tre dalla Lazio. Ora l’Europa League è tornata a essere a portata di piedi dei rossoneri.
Clamorosa la caduta della squadra di Pioli in terra di Calabria. Il Crotone conquista contro i nerazzurri la vittoria più prestigiosa della suia storia, ma soprattutto torna inopinatamente a sperare nella salvezza. L’Inter getta dalla finestra nelle ultime tre partite (un pareggio e due sconfitte) tutta la dote che si era costruita in mesi di lavoro. E ora anche il futuro di Pioli sembra legato a un filo esilissimo che può spezzarsi da un momento all’altro.
Capitolo salvezza: di fatto retrocesse Pescara e Palermo, torna a preoccuparsi l’Empoli, che pensava di essere tranquillo e invece con sette sconfitte consecutive e uno stentato pareggio casalingo col Pescara si scopre inguaiatissimo. Tre soli punti di vantaggio su un Crotone col morale alle stelle sembrano davvero un’inezia.

CHI SALE: se il Crotone si salva, compie un’impresa memorabile. La società è stata brava a non esonerare il tecnico Nicola, il quale a sua volta è stato bravissimo a non rinunciare mai a giocare, anche quando sarebbe stato più facile alzare le barricate.

CHI SCENDE: l’Inter è crollata a un passo dal traguardo, proprio quando tutti i critici, noi per primi, avevano sentenziato che Pioli l’aveva fatta diventare una squadra chiudendo l’album delle figurine. Ma con la Beneamata, evidentemente, non esistono certezze.
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