DI ALBERTO TAROZZI
Ci sono due morti di mezzo e una persona in coma. Alcuni se ne sono accorti, altri di meno.
La caccia all’uomo, invece, è il classico da prima pagina, monopolizza le trasmissioni; l’aggiunta dell’esotico fa il resto.
La geografia soffre.
RaiNews incespica in Budrio e ci infila in mezzo una R in più sulla cartina. Inoltre chissà perché, a rendere più morboso l’aere, si scoprono paludi tra Bologna e Ferrara, sconosciute alle popolazioni locali. Sarebbero invece oasi faunistiche, ma la fauna non si offende. Il giornale locale perpetra la vendetta globale. Visto che Igor il russo pare invece sia serbo di Subotica, al nord, proprio lì dove Orban ha costruito il muro anti-profughi, loro lo girano al sud, come un kosovaro qualsiasi.
Comunque l’identità di Igor appassiona l’Italia più della guerra in Siria. Russo come il noto principe oppure Serbo, come un tennista: l’importante è che sia double face. Lindo e sorridente di giorno, truce e gelido la notte.
Nessuno nota che il cognome ”serbo” ha un suono poco slavo: Feher, che sa tantissimo di Ungheria. Come saprebbe d’austriaco il cognome di un italiano di Bolzano chiamato Schmalzl. Subotica è Voivodina, territorio serbo di confine, multietnico per eccellenza. Igor con un piede di qua e un piede di là indica un poco raccomandabile superamento degli stati nazionali. La situazione peggiora se lo chiamiamo con l’altro nome, scovato non si sa dove: il signor Feher si appellerebbe infatti Ezechiele.
Ezechiele Lupo della Voivodina, ecco un titolo che il suo effettaccio lo farebbe di sicuro. Lo giro al migliore offerente.
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