DI MARCO ERCOLI

Davide Casaleggio ha organizzato a Ivrea, l’8 aprile scorso, il convegno «Sum#01 – Capire il futuro» per ricordare, a un anno dalla scomparsa, il padre Gianroberto. “Il futuro ha vari nomi. Per i deboli si chiama impossibile. Per i timorosi si chiama sconosciuto. Per gli intrepidi si chiama ideale”
(Victor Hugo)
Si è svolto sabato scorso, 8 aprile, alle Officine H di Ivrea “SUM #01 – Capire il Futuro” l’evento sul futuro dedicato a Gianroberto Casaleggio a un anno dalla sua morte. Il tema della giornata era il futuro da capire e da tener in conto per decidere le decisioni strategiche. Fra i temi trattati: Come è possibile che si investa sul carbone quando il futuro dell’energia è nelle rinnovabili? Perchè dare finanziamenti pubblici ai giornali cartacei quando il futuro dell’informazione è in Rete? Come non capire che il Reddito di Cittadinanza è necessario con l’avvento dell’intelligenza artificiale e della robotica?
Il programma del Meeting “SUM #01 – Capire il Futuro” ed i relatori intervenuti
SALUTO Beniamino de’ Liguori Carino, Fondazione Olivetti
APERTURA Associazione Gianroberto Casaleggio
FUTURO DELLA TECNOLOGIA Fabio VACCARONO, Country Manager di Google Italia Giorgio METTA, Vicedirettore Scientifico Istituto Italiano di Tecnologia Massimo CHIRIATTI, Tecnologo Luca DE BIASE, Scrittore e Giornalista
FUTURO DELLA MEDICINA Nicola BEDIN, Managing Director Ospedale San Raffaele Ermanno LEO, Chirurgo
FUTURO DELL’INFORMAZIONE Enrico MENTANA, Giornalista Marco TRAVAGLIO, Scrittore e Giornalista Carlo FRECCERO, Autore televisivo ed esperto di comunicazione Franco BECHIS, Giornalista Pierluca SANTORO, Esperto di informazione online
FUTURO E POTERE Sebastiano ARDITA, Procuratore Gianluigi NUZZI, Scrittore e Giornalista Paolo MAGRI, Direttore ISPI Aldo GIANNULI, Docente Universitario e Saggista Gianluigi PARAGONE, Giornalista
FUTURO DELLA SCIENZA Paolo NESPOLI, Astronauta Francesco SAURO, Esploratore, geologo, speleologo
FUTURO LAVORO E IMPRESE Domenico DE MASI, Professore emerito di Sociologia del Lavoro Davide CORSINI, CEO Danieli Telerobot Labs srl Gianpiero LOTITO, Fondatore di FacilityLive
FUTURO AMBIENTE Andrea BORASCHI, Responsabile energia e clima Greenpeace Italia Paolo ERMANI, Presidente Associazione Paea
FUTURO DELL’UOMO Maria Rita PARSI, Psicologa e Scrittrice Massimo FINI, Scrittore e Giornalista
«Voglio partire da una frase di Gianroberto Casaleggio: “In futuro si svilupperà un modello collaborativo all’interno di piccole comunità autonome tra loro collegate, un’alternativa alla concentrazione urbana, una riproduzione sociale del cervello umano». Questo l’esordio di Paolo Ermani, presidente dell’associazione Paea, a “Sum #01 – Capire il futuro”, il meeting dell’associazione “Gianroberto Casaleggio” che si è tenuto a Ivrea. Con un parterre di relatori autorevoli, il meeting è stato l’occasione, seguitissima sia dal vivo che in streaming, per fare il punto su un futuro che, come ha detto Ermani, è già qui.
Quella di Ermani è stata un’analisi della situazione energetica italiana, ha sottolineato che «il patrimonio edilizio necessiti di una vastissima riqualificazione energetica che si ripagherebbe anche con il risparmio energetico ottenuto».
Ha poi proposto una panoramica sui vari centri europei per le tecnologie alternative e le energie rinnovabili, quartieri a basso impatto e consumo sempre in Europa per poi approdare al PER, il Parco delle Energie Rinnovabili in Umbria: «Si dovrebbero costruire almeno 20 centri del genere in Italia nei prossimi 5 anni e si avrebbero vantaggi enormi» ha spiegato Ermani.
Quali? Li ha elencati:
• aumento dell’occupazione
• riduzione dell’inquinamento
• riduzione dei costi per la collettività
• formazione utile e qualificata
• sviluppo della ricerca
• innovazione e creatività
• recupero delle capacità manuali
• incubatori per le imprese
Allargando poi il discorso, Ermani ha sollecitato il paese a concentrarsi sui seguenti settori:
• Tutela e ripristino ambientale
• Risparmio ed efficienza energetica
• Energie rinnovabili
• Risparmio idrico
• Agricoltura biologica
• Eco-turismo
• Recupero, riuso, riparazione, riciclo materiali
«Così, non solo si riassorbirebbe tutta la disoccupazione ma molte persone potrebbero cambiare lavoro, lasciando occupazioni insoddisfacenti, inutili o dannose».
Ermani ha poi concluso affermando che «l’Italia è un paese dalle potenzialità e ricchezze immense e potrebbe essere un faro per un cambiamento epocale in positivo a livello mondiale».
Se solo lo volesse.
Max Bugani, gestore della piattaforma telematica Rousseau, il sistema di connessione del movimento 5 stelle: “Noi facciamo un’attività di tutoraggio, un modo per aprire il movimento ai temi che ci stanno a cuore, prepararlo al governo del Paese nel tempo della più imponente trasformazione. Il nostro è insieme uno sforzo per irrobustire le gambe naturalmente gracili, agevolare gli eletti ad essere sempre più consapevoli della responsabilità che ci aspetta. Il vento soffia impetuoso nelle nostre vele, noi dobbiamo prepararci a metterlo a frutto”.
Ma se quello di Silvio Berlusconi si definiva un partito- azienda, il Movimento 5stelle cos’è? “La differenza è enorme – dice il sociologo Domenico De Masi – Il primo aveva, ancora ha, un partito al servizio della propria azienda, un partito che finanziava completamente. L’obiettivo era la tutela del mondo di Mediaset. Il secondo ha l’ambizione di cambiare il mondo e il movimento non ha necessità di danari, di sezioni, di luoghi fisici. Gli è bastato una piattaforma di internet per fare la rivoluzione. Vedrete che i partiti emuleranno: presto si trasformeranno anch’essi in movimenti e useranno la rete in modo professionale”.
“Il futuro è già presente. Basta saperlo vedere”, ha concluso Davide Casaleggio.
Di seguito la lettera aperta indirizzata al Corriere della Sera il 3 aprile precedente l’evento di Ivrea.
“Caro direttore, circa un anno fa il suo giornale titolava in prima pagina: «Addio al leader che ha portato la politica in Rete», si trattava di mio padre, Gianroberto Casaleggio, che si era spento il giorno prima, dopo aver combattuto la malattia fino alla fine. Il 12 aprile sarà la prima ricorrenza della sua scomparsa. Per ricordarlo e tenere vivo il suo pensiero alcuni amici di mio padre, sua moglie ed io abbiamo organizzato un evento questo sabato a Ivrea. Lo abbiamo chiamato «SUM Capire Il Futuro». Ci ospiteranno le strutture dell’Officina H dell’Olivetti, azienda per la quale mio padre aveva lavorato in gioventù come sviluppatore di sistemi operativi.
Il tema che affronteremo con i nostri ospiti è quello del futuro. Sia perché era l’argomento preferito di mio padre, ma anche perché siamo convinti che progettare il futuro sia ciò di cui il nostro Paese ha assolutamente bisogno. Vogliamo portare al centro del dibattito pubblico l’esigenza di comprendere come sarà il mondo negli anni a venire e di conseguenza far riflettere i nostri concittadini sulla direzione da seguire nei vari campi del lavoro, della tecnologia, della scienza, del potere, dell’informazione e infine dell’uomo.
Capire il futuro serve per inventare il futuro che vogliamo. Se alcune condizioni sono determinate dall’evolversi della tecnologia, la decisione su come reagire, come posizionarci o come adeguarci spetta solo a noi. Le faccio un esempio che renderà più chiaro il mio ragionamento.
Il programma Watson di Ibm è l’avanguardia dell’intelligenza artificiale: è capace di rispondere alle nostre domande facendo connessioni di idee che per un uomo sono assolutamente impensabili. Ha accesso a 200 milioni di pagine di contenuti e impiega 4 terabyte di memoria. Nel giro di dieci anni, secondo Jerry Kaplan, professore di Intelligenza artificiale a Stanford, avremo questa tecnologia a nostra disposizione in un dispositivo mobile. Potremmo rivolgergli ordini vocali per farci arrivare una macchina «autoguidante» o fargli fare la spesa semplicemente elencando ciò che ci serve di modo che venga consegnata a casa in tempo per il nostro ritorno. Nel giro di dieci anni faremo un salto tecnologico incomparabile rispetto a quello fatto in tutto il secolo scorso. La velocità con cui si sta evolvendo la tecnologia è impressionante: il problema per la società è proprio questo. Non abbiamo mai dovuto affrontare uno stravolgimento cosi repentino e massiccio. Lo shock più forte sarà nel mondo del lavoro. Avremo milioni di disoccupati in tutto il mondo perché ci saranno software e robot intelligenti molto più efficienti. Certo: ci saranno nuove esigenze, nuove competenze saranno richieste, ma un’intera generazione di lavoratori rischia di essere esclusa da un giorno all’altro perché non saranno più necessari e non potranno riadattarsi, nel giro di così poco tempo, per le nuove mansioni di cui ci sarà bisogno. Questo scenario non deve spaventarci, anzi: la sfida è trarne il meglio. Il prossimo decennio può riservarci un’altra drammatica crisi o una straordinaria opportunità in cui potremmo affrancarci dall’esigenza del lavoro per vivere. Tutto sta nel gestire questi anni di passaggio al meglio delle nostre capacità, con la massima generosità, per inventarci il futuro che vogliamo. Tasse sui robot, come propone Bill Gates? Reddito di cittadinanza universale, come suggerisce Elon Musk? Per dare una risposta a queste domande è necessario capire il futuro.
Con noi sabato a Ivrea ci saranno l’amministratore delegato di Google Italia Fabio Vaccarono, il direttore di Ispi Paolo Magri, l’astronauta Paolo Nespoli, Gianluigi Nuzzi, Enrico Mentana, Domenico De Masi, Franco Bechis, Luca De Biase, Marco Travaglio e tanti altri per portare la loro esperienza e dare il loro contributo a questo dibattito che auspico continuerà ad alimentarsi nei prossimi mesi. Sarà presente in platea anche Beppe Grillo che ringrazio per la sua disponibilità. La giornata di studi si concluderà con una riflessione sul futuro del bambino di oggi, che è l’adulto di domani, ma a cui le istituzioni e la politica non sembrano dedicare sforzi sufficienti. L’evento è completamente gratuito ed è finanziato tramite libere donazioni che, chiunque voglia sostenerlo, può fare sul sito http://www.GianrobertoCasaleggio.com, dove ci si può anche registrare all’evento e trovare altre informazioni utili sulla giornata.
Infine mi consenta una breve riflessione sulla situazione politica italiana. Come lei sa presiedo, a titolo gratuito, l’Associazione Rousseau che si occupa di sviluppare gli strumenti di democrazia diretta online del MoVimento 5 Stelle, in particolare il Sistema Operativo Rousseau. Tramite questo, da alcuni mesi, stiamo discutendo e votando in Rete il programma di governo. Abbiamo concluso le votazioni sul programma Energia e ora stiamo terminando la discussione sul programma Esteri. Il MoVimento 5 Stelle è attualmente l’unica forza politica italiana che si preoccupa di programmare l’attività di governo che proporrà agli elettori alle prossime politiche ed è l’unica forza politica al mondo a farlo in modo partecipato in Rete, consentendo a ogni singolo iscritto di contare e dire la sua. Molti commentatori si sorprendono del fatto che ormai, nei sondaggi, il MoVimento 5 Stelle goda della fiducia di un terzo degli elettori, in particolare dei giovani dove arriva circa al 50% e se anche i sedicenni avessero diritto di voto, come penso sarebbe giusto, la percentuale sarebbe ancora più alta. Forse dovrebbero soffermarsi a capire come funziona il nostro sistema e come funziona quello dei partiti, che ormai non sta più in piedi neppure economicamente. Garantiamo un servizio migliore e siamo più efficienti nel portare le istanze dei cittadini dentro le istituzioni, sia dove siamo opposizione, ma soprattutto dove governiamo. Per rimanere in tema digitale: la vecchia partitocrazia è come Blockbuster, noi siamo come Netflix. Il futuro è nella Rete, nella partecipazione. E siamo coscienti degli oneri che derivano dall’avere questa prospettiva. Il MoVimento 5 Stelle, come già detto da vari portavoce, presenterà la sua squadra di governo prima del voto, che ci auguriamo sia fissato il prima possibile. Su Rousseau i nostri iscritti voteranno i candidati al Parlamento che finiranno nelle liste e anche il candidato premier, che contiamo di poter presentare ufficialmente, assieme al programma completo, alla prossima edizione di Italia 5 Stelle che si terrà questo autunno.
C’è chi teme il futuro perché non sa cosa gli riserva. È una reazione comprensibile. Come per ogni paura l’unico modo per sconfiggerla è la conoscenza. Capiamo il futuro e affrontiamolo. Sarà una sfida entusiasmante.”
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