DI DAVIDE VECCHI

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Sono rare ormai le cose che mi sorprendono. Il festival del giornalismo di Perugia ci riesce sempre. Ogni anno mi ritrovo come un bambino in un negozio di caramelle: attratto da mille confronti, luoghi, persone, dibattiti ma cosciente che a qualcosa devo rinunciare. L’edizione che si è appena conclusa è stata spettacolare. Non ho potuto vedere molto. Il dibattito sulla vicenda Regeni e la maratona ad hoc di Enrico Mentana per me sono da salvare e conservare. Come molti altri che ho visto e sicuramente come molti altri ai quali purtroppo non ho assistito. Arianna Ciccone è riuscita ancora una volta a superarsi. Ha trasformato Perugia in luogo magico per cinque giorni e regalato al nostro mestiere spunti utili. Perché secondo me è questa la ricchezza del festival: non finisce con il dibattito ma ogni panel lascia aperta la discussione, il dialogo e soprattutto alimenta dubbi che poi ci portiamo via. E’ un arricchimento. Poi per carità: ciascuno ne fa quel che vuole. Io, il mio sacchettino di caramelle, me lo conservo per benino.
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