DI VANNI PUZZOLO

Con queste dichiarazioni, l’ex tecnico nerazzurro, dimostra, ahimè, di vivere nella luna e non nell’ambiente calcistico.
Nemmeno in Inghilterra, dove esiste la figura del manager che fa allenatore e coordina l’area tecnica, succede quello che ha auspicato Mancini. ( provate a chiedere a Conte).
Figuriamoci in Italia dove esiste una figura inquadrata da sempre come direttore sportivo, un responsabile dell’area tecnica, che ha, quasi sempre, sotto di lui un responsabile scouting, e sopra di lui un direttore generale che comunque autorizza o no gli acquisti e le cessioni, in base al budget previsto dalla Società.
In Italia a nessun allenatore viene concesso di fare la squadra, di scegliere i giocatori, gli viene solo chiesto una lista di desiderata, una prima , una seconda e una terza opzione, che la società, nei limiti del possibile, cerca di soddisfare.
Conte alla Juve non determinava, chiedeva, e non sempre veniva ascoltato, non accade ora per Allegri, e nemmeno accadeva per Ancelotti al Milan.
Lo stesso Mourinho all’Inter suggerì, ma non scelse, lui, se ricordate, voleva Carvalho e venne preso Lucio, voleva Lampard e venne l’olandese Snaider, e fu comunque un successo.
Mancini, fra l’altro, spesso e volentieri all’Inter ha determinato l’arrivo di calciatori, ha gestito in prima persona tre sessioni di mercato, bruciando e bocciando calciatori che all’Inter sono stati solo meteore o comparse.
L’allenatore ha il diritto di scegliere la formazione, e di suggerire i ruoli scoperti, cercando di individuare i sostituti, ma sempre nei limiti delle possibilità della società.
L’allenatore vede solo i suoi giocatori, e quelli che incontra nelle partite li vede solo di sfuggita, mentre gli scout, il direttore sportivo, li va a vedere sempre, anche negli allenamenti, conosce di loro vita, morte e miracoli, e, quando ne decide l’acquisto, ha già fatto un percorso informativo notevole.
Ultima cosa, importante: gli allenatori tendono, quando cambiano squadra, a portarsi dietro dei fedelissimi, cosa che le Società cercano di evitare, perché poi finisce che quando sono costrette a cambiare allenatore, e si sì sa che questo, soprattutto in Italia, accade spesso, rimangono prigionieri dei pretoriani dell’allenatore precedente.
Per questo ritengo le dichiarazioni di Mancini fuori contesto, non realistiche, il bravo allenatore allena e fa migliorare il gruppo ( vedi Sarri) non fa il mercato, perché gli allenatori passano ma le Società restano, e spesso anche i danni che un allenatore causa.
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