DI CLAUDIA BALDINI
Non dovremmo mai smettere di urlare contro le guerre e chi le fa. Dobbiamo organizzarci in ogni città e chiedere ai Comuni un pronunciamento contro l’uso della guerra come metodo di imporre le proprie ragioni.
Creare le condizioni per un dialogo resta sempre l’unico modo sia per evitare sofferenze atroci sulla popolazione civile, sia per non generare altri terroristi.
Ci sono intere generazioni di giovani in tutto il mondo, che conoscono solo guerra e campi profughi, e che non si ritengono nemmeno fortunati di essere sopravissuti.
Perchè mai abbiamo costituito l’Onu? Un capo di Stato o di governo dovrebbe osservare un giuramento prima di sedere all’ONU. Mai agire senza il benestare dell’ONU. Togliamo i veti. Non hanno ragione di essere. Diamo uguale dignità a tutti i popoli. Questo dovrebbe chiedere l’Europa a gran voce. L’Europa che non c’è ora , ma c’era dopo la tragedia della guerra mondiale, l’Europa ha rinunciato al suo naturale ruolo politico di garante per la pace, per schierarsi con i poteri economici.
L’Italia, che ha nella sua Costituzione un chiaro e severo monito contro la guerra, si permette di dire che è giustificabile e comprensibile. Dobbiamo marciare tutta la vita contro questo barbaro e prepotente sistema che continua ad imporre la legge del taglione per assicurarsi potere economico attraverso le guerre nei vari scacchieri geopolitici sensibili. Non combattono il terrorismo, lo fomentano. Che cosa mai può desiderare un ragazzo sopravissuto se non vendicare i suoi morti? O scegliere l’integtralismo per esprimere odio contro l’occidente? ,
Ormai la parola Pace e chi la chiede sono considerati un dejavù. Non c’entra il pacifismo dei figli dei fiori. Guardate che cosa avete ottenuto con menzogne, guerre, gas, torture e quant’altro. Un mondo insicuro per tutti.
IO STO CON GINO STRADA
“La strage di Idlib è stata l’ultimo gravissimo episodio della guerra in Siria. Davanti a quello scempio, c’erano due scelte: fermarsi e capire che stiamo accelerando sulla strada dell’autodistruzione o reagire con violenza alla violenza.
Si è scelta la seconda.
L’appello di Trump ai Paesi occidentali a unirsi alla missione militare ripete una storia già vista altre volte e che ha sempre la stessa conclusione. Non sono servite le esperienze fallimentari dell’Afghanistan, della Libia e dell’Iraq, Paesi devastati da conflitti di cui non si riesce nemmeno a immaginare la fine.
Dall’altra parte del mondo, in Corea del Nord, si rischia di accendere un conflitto che – se sarà – sarà un conflitto nucleare.
Quanti altri morti dovranno esserci prima di capire che la guerra è sempre l’opzione più disumana e inutile?
Oggi possiamo ancora decidere di rinunciare alla guerra: non abbiamo altre alternative se non la distruzione e la violenza a cui stiamo assistendo.
La guerra si può solo abolire.”
CHIEDIAMOLO AI NOSTRI COMUNI, AI PARTITI, AI MOVIMENTI.
ANDIAMO TUTTI NELLE NOSTRE STRADE A URLARLO.
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